Venditore abusivo di fiori Denuncia il barista per furto

Venditore abusivo di fiori
Denuncia il barista per furto

Nei giorni scorsi, un cingalese che trascorre le giornate vendendo rose e accendini ai semafori della città ha denunciato ai carabinieri di via Saffi un esercente a cui aveva lasciato lo zaino in consegna per qualche ora.

Peccato che quando il cingalese è tornato a recuperare lo zaino, non lo ha più trovato. L’esercente gli ha detto di averlo buttato via.

Nello zaino c’era la merce che il cingalese avrebbe venduto – rigorosamente senza scontrino – agli automobilisti.

Ma non è tanto la vendita in nero a colpire in questa vicenda, anche perché non è escluso che l’esercente non venda la stessa tipologia di merce del cingalese senza emettere a sua volta regolare scontrino.

Quello che lascia di sasso, piuttosto, è la scelta di fare ricorso alla giustizia italiana da parte del venditore ambulante, più volte nel mirino lui stesso delle forze dell’ordine. Sicuramente gli stessi carabinieri a cui si è rivolto per ottenere giustizia sono quelli che più di una volta lo avranno identificato per chiedergli i documenti, e magari confiscargli la merce.

La stessa merce di cui il cingalese ha denunciato il furto.

Colpisce però anche il comportamento dell’esercente che forse ha creduto che rubare uno zaino a un venditore abusivo non costituisse reato, mettendosi dalla parte del torto. Tutto in una vera e propria guerra tra i poveri, in cui sullo stesso piano ci sono il cingalese, forse vittima di racket, e un commerciante, che probabilmente si sente stritolato da un sistema fiscale ingiusto.

Sicuramente il commerciante non vede di buon occhio gli affari in nero del cingalese. Così come si può affermare con altrettanta sicurezza che il cingalese non senta di avere meno diritti rispetto al commerciante. E questo nonostante la posizione di venditore irregolare.

Se c’è un aspetto positivo in tutto questo è la fiducia che il cingalese ha riposto nei carabinieri italiani. Chissà che il venditore di rose non decida un giorno anche di denunciare il (probabile) giro di racket di cui potrebbe essere vittima.

Se lo facesse, altro che venditore abusivo, diventerebbe un eroe.

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