Expo 2015, un’opportunità per la provincia di Varese e una sfida per la politica. «Mettiamo da parte appartenenze ed ideologie e costruiamo una grande alleanza del territorio in nome di Expo».
Ad affermarlo è il governatore della Lombardia Roberto Maroni, che delinea le prospettive del “suo” Varesotto in vista del grande evento che si avvicina. Annunciando anche l’istituzione delle “zone a burocrazia zero”, anche in provincia di Varese, per facilitare chi fa impresa.
Ci sono almeno tre prospettive interessanti. La più immediata sono i lavori che le imprese potrebbero acquisire nei cantieri di Expo. Abbiamo appena consegnato 25 terreni per la realizzazione di altrettanti padiglioni (ce ne saranno una sessantina in tutto, ndr). Per costruzione, gestione e smontaggio di queste strutture c’è tanto lavoro da fare: le imprese possono consorziarsi per mettere a disposizione pacchetti chiavi in mano. È una prima opportunità da cogliere subito.
Innanzitutto Malpensa. Sarà la porta principale di Expo, e dev’essere aperta e ben collegata. Su questo abbiamo investito molto, finanziando il collegamento ferroviario tra il T1 e il T2 e la nuova cargo area e sottoscrivendo un protocollo con Sea e le imprese cargo per facilitare lo scambio di informazioni e rendere più efficiente e attrattivo lo scalo. L’Expo è un’occasione straordinaria per affermare la vocazione di Malpensa come hub europeo.
Se saprà sfruttare l’occasione di una grande vetrina come Expo, che ha già battuto il record di Paesi partecipanti, può diventare uno degli scali più importanti d’Europa. Ma dovrà funzionare tutto alla perfezione, dai collegamenti alla pulizia delle toilette.
Da tutti i punti di vista. Da ministro notavo che al sud le distinzioni di appartenenza politica sparivano di fronte all’esigenza di difendere il proprio territorio, cosa che da noi purtroppo non succede, perché prevalgono le differenze politiche ed ideologiche. È un difetto da superare, ad esempio con Giuliano Pisapia lavoriamo insieme sul sistema aeroportuale e sui trasporti. Ecco che istituzioni, Comuni, Provincia e imprese devono iniziare a lavorare insieme: serve una grande alleanza in nome di Expo, al di là delle appartenenze.
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