Più di un metro d’acqua E si allagano pure i morti

Più di un metro d’acqua
E si allagano pure i morti

Stava andando a trovare i suoi parenti al cimitero, ma nei colombari ha trovato una piscina alta almeno mezzo metro. Questo a Giubiano, nell’ala più antica del cimitero monumentale di Varese. Sul pelo dell’acqua galleggiavano una corona e fiori recisi. All’imbocco delle scale è stata messa protezione per evitare che qualcuno inciampasse e finisse nell’acqua.

Guardando dall’alto, i defunti sepolti nella prima fila di loculi, al livello del suolo, risultavano in ammollo. «Una vergogna con le tasse che ci sono. Ci fanno pagare l’aria che respiriamo e poi ci troviamo in queste situazioni indecorose» esclama , che aveva già fatto dietrofront a Santo Stefano, dopo il primo tentativo di far visita ai parenti defunti.

Pensava che i corridoi fossero pieni di acqua perché stava piovendo e non aveva immaginato che il disagio potesse continuare anche per i giorni successivi.

La reazione del signor Ossola è stata contenuta: «I nostri defunti sono altrove, le loro tombe servono solo a consolare i vivi, ma ciò non toglie che arrivando in prossimità delle tombe e vederle sott’acqua non fa piacere».

Alcuni varesini sono andati letteralmente in escandescenza, arrivando ad aggredire a male parole il custode , il quale alla fine non ce la faceva proprio più a fare il “parafulmine”.

«Io non ho colpa, sono anni che dico in Comune che bisogna pulire le canaline di scolo dell’acqua. Tutte le volte mi si risponde che mancano i soldi. Ma bisogna trovarli questi soldi perché ci sono interventi che vanno fatti per forza – afferma Sanguinetti, che propone – Perché non si decide di destinare alle manutenzioni ordinarie dei cimiteri una quota dei fondi chiesti ai cittadini per le tumulazioni?». Anche nel crematorio entra acqua: «Siamo stati una delle prime città a vantare un impianto come quello e adesso lo stiamo facendo andare in pezzi – continua il custode – Quando non si ha più rispetto per i morti, allora significa che non si ha più rispetto per nulla».

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