Teatro di Varese? C’è anche il Politeama. «Se il Comune lo proponesse e volesse discuterne, il Cda della Fondazione Molina non sarebbe contrario».
Ad affermarlo è , presidente della Fondazione che gestisce la casa di riposo e che è attualmente proprietaria dello storico cinema-teatro di piazza XX Settembre, ormai chiuso da più di cinque anni e in attesa di conoscere il suo futuro.
Sì, perché mentre il progetto del nuovo Teatro di Varese si sposta, almeno negli orientamenti che emergono in questi giorni, dalla caserma Garibaldi all’area attualmente occupata (“provvisoriamente” da una dozzina di anni) dal teatro Apollonio, nel centro storico di Varese c’è un teatro funzionale e capiente, il Politeama, che ha chiuso i battenti nel 2008 e che da allora viene utilizzato solo saltuariamente per ospitare manifestazioni (ha calcato le sue tavole anche l’attuale premier , nel 2013).
«Sì, in effetti è un controsenso – ammette Guido Ermolli, già dirigente di Palazzo Estense, dal 2009 alla guida della Fondazione – ma lo dico a titolo personale, perché noi come Fondazione non siamo coinvolti in alcun modo nella questione del Teatro di Varese in piazza Repubblica. Certo che se il sindaco dovesse chiedermi che cosa ne penso, mi siederei volentieri attorno ad un tavolo con lui per parlarne».
Se non è un’offerta, poco ci manca, anche se il presidente della Fondazione Molina non intende mettere le mani avanti.
Eppure, interpellato sul “caso teatro/caserma”, Ermolli ammette: «Dubbi sul nuovo teatro a Varese ce li ho da quando ancora ero in Comune, per i costi che comporta una struttura di grandi dimensioni». E il Politeama? «La situazione è questa – chiarisce Ermolli – finora il Consiglio di Amministrazione non ha preso in esame alcuna decisione sulla destinazione del Politeama. Da un lato, sul versante politico, non ci è mai arrivata alcuna indicazione per un suo utilizzo come nuovo Teatro, mentre dall’altro c’è da ammettere che la struttura di piazza XX Settembre ha la sua età e ha dei problemi che necessitano di adeguamenti».
«Come Fondazione non potremmo certamente pensare, e non è del resto la nostra missione, di fare gli imprenditori dello spettacolo per riaprire la struttura al suo utilizzo continuativo».
Nel frattempo si è messa di mezzo la partita del Pgt, in cui la Fondazione è rimasta in attesa per capire, dopo aver fatto richieste specifiche, cosa indicasse il documento urbanistico sul futuro dell’area.
«A questo punto – prosegue Guido Ermolli – siamo alla finestra. Il Politeama è un bene attualmente non a reddito, né può essere messo a reddito così com’è, visto che andrebbe messo a norma e non so se per la Fondazione il gioco ne valga la candela. Ma è una struttura ancora in buone condizioni. Altre ipotesi per ora non sono state prese in considerazione».
Eppure, nel caso dovesse arrivare qualche “avance” da Palazzo Estense, il Cda appare ben disposto: «Vedremo il da farsi se arriveranno delle istanze – spiega il presidente del Molina – per quel che mi riguarda, e conoscendo il Cda, se il Comune si facesse avanti per far diventare il Politeama il Teatro di Varese, ci siederemmo volentieri attorno ad un tavolo per non buttare un patrimonio così importante per la città. E credo che il Cda non sarebbe contrario a valutare un’ipotesi del genere. Ma finora nessuno si è fatto avanti, e il Cda scade a novembre…». Chi ha orecchie per intendere…
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