Gli stranieri in provincia sono 79mila Riempiono una città e sono in calo

I numeri del rapporto sull’integrazione straniera nel Varesotto

– Settantanovemila stranieri in provincia, quasi quanto i residenti del solo comune di Varese. Ma sono in diminuzione. È stato presentato ieri il “Tredicesimo rapporto sull’immigrazione straniera nella provincia di Varese”, redatto all’interno delle attività dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità, realizzate con la collaborazione della Fondazione Iniziative e Studi sulla Multietnicità – Ismu.

Una fotografia precisa del fenomeno migratorio varesino caratterizzato da una dimensione non più transitoria ma strutturale con 79 mila residenti, provenienti per la maggior parte da Albania (14mila presenze), Marocco (undicimila), Romania (diecimila) e Ucraina (cinquemila), con un lavoro a contratto a tempo a tempo indeterminato (50%) e residenti in case in affitto. «Una situazione che si è stabilizzata negli anni, anche a fronte di un ottimo lavoro di integrazione che si è fatto sul territorio – spiega il professore dell’università degli Studi Milano Bicocca e responsabile Settore Monitoraggio dell’Immigrazione Fondazione Ismu – La Lombardia ha saputo accogliere negli ultimi anni ottocentomila stranieri, che sommati ai quattrocentomila già presenti fanno oltre un milione di presenze e Varese ha fornito un contributo importante».

Anche attraverso le numerose iniziative di integrazione messe in campo. Il focus dell’incontro che si è svolto ieri a Villa Recalcati, per presentare il rapporto, è stato proprio sull’esempio di buona prassi di integrazione nella scuola, attivato nella nostra provincia. «Un programma rivolto ai ragazzi degli istituti di primo e secondo grado, che ogni mattina fanno lezione di italiano per acquisire gli elementi base della nostra lingua per

potersi inserire più velocemente nel contesto scolastico e sociale». E al programma legato alla progetto “Rirva VI”, di Rimpatrio Volontario Assistito.Contro ogni percezione infatti, il nostro Paese e la nostra provincia non sono poi così attrattive per gli immigrati. Dall’inizio del secolo al primo luglio 2013 la popolazione straniera è quasi quadruplicata, passando da 21 mila a 81mila unità. Tale crescita è però rallentata dal primo luglio 2009.

«Un dato legato anche al contingente storico economico – sottolinea della Fondazione Ismu – La percentuale di disoccupazione tra gli stranieri fino a sette anni fa era del 3%, oggi è del 15%, senza calcolare chi ha lavori precari a tempo determinato o impiegato in nero».
In calo, sempre contro ogni percezione, è l’immigrazione clandestina. Seppur il contingente straniero in provincia si collochi al quarto posto come presenza migratoria in Lombardia, gli immigrati irregolari sono in netto calo. Meno di seimila unità al primo luglio 2013, e meno di cinquemila unità al primo luglio 2014, su un totale di 79mila presenze.
Anche le caratteristiche strutturali degli stranieri (genere, età, istruzione e religione) fanno emergere un quadro diverso da quello che ha contraddistinto l’immigrazione degli ultimi anni. Si notano un calo della percentuale di maschi e un marcato decremento nel tempo della quota di ultra quattordicenni senza titolo di studio. Le appartenenze musulmane sono in calo, mentre contemporaneamente aumentano quelle cristiane non cattoliche e soprattutto quelle ortodosse.
Alla presentazione del rapporto sull’immigrazione hanno partecipato anche il presidente della provincia , il prefetto e il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale , da sempre attenti al fenomeno migratorio con l’attivazione di politiche di conoscenza, di accoglienza ed integrazione dei cittadini stranieri.