– Se , avvocato che le primarie del Pd hanno indicato come candidato sindaco del centrosinistra, fosse un penalista, non esiterebbe a difendere, il leader di Varese 2.0, sconfitto alle consultazioni di coalizione, recentemente indagato per abuso d’ufficio. «Io sono garantista, e lo sono sempre stato: ho fiducia che l’illustre agronomo possa dimostrare presto l’insussistenza di quanto gli è stato attribuito. Zanzi non è stato ancora rinviato a giudizio ma c’è semplicemente una richiesta che il Tribunale potrebbe anche rigettare in ragione delle significative osservazioni del suo legale».
Galimberti ha diffuso ieri un comunicato in cui esprime solidarietà a Zanzi e, parlando direttamente con lui, si capisce come il documento non sia una formalità per manifestare sostegno a un alleato in un momento difficile. Il candidato sindaco del Pd crede infatti nell’ex avversario, con cui si era dato battaglia alle primarie: «Non ho in mano le carte e credo profondamente nella giustizia che farà chiarezza. Tuttavia, sentendo la ricostruzione fatta dall’avvocato di Zanzi, si capisce bene che quanto gli viene contestato è privo di sussistenza. Chi, come me, conosce il diritto amministrativo e ha rapporti con la pubblica amministrazione sa che possono verificarsi casi che poi si sgonfiano perché sono privi di fondamento. Come è successo per il sindaco di Brenta (, del Pd, accusato di favoreggiamento e falso in atto pubblico, ndr)».
L’auspicio di Galimberti si lega all’ambito politico: «Mi auguro che la giustizia faccia il suo corso in tempi rapidi nella speranza che venga messa presto la parola fine a questa vicenda prima dell’inizio della campagna elettorale così da non distogliere l’attenzione dal vero tema che riguarda tutti noi: il futuro di Varese. In questo momento la città vuole cambiare passo». Il candidato sindaco spiega: «Legalità, trasparenza, imparzialità, efficienza e buon andamento sono i principi fondamentali e inderogabili di un buon amministratore. Le persone che tra qualche mese saranno chiamate ad amministrare la città, insieme a me, avranno tutte queste caratteristiche e dovranno unirsi in un grande progetto che abbia al centro l’obiettivo del fare per dare un nuovo futuro a Varese». E qui Galimberti torna a parlare di Zanzi: «È questo il grande lavoro che stiamo già facendo per essere pronti a governare quando i cittadini ci daranno la loro fiducia».
«Zanzi rappresenta un alleato importante per la realizzazione di questo progetto, perché ha saputo intercettare e rappresentare una richiesta che proviene da una fetta importante della società varesina. L’esposto avanzato nei suoi confronti dal Comune è il segno evidente che c’è grande paura di perdere il governo della città dopo 23 anni e che il progetto amministrativo che stiamo portando avanti fa davvero paura a chi in questi anni non è stato capace di governare bene la città».
Infine, Galimberti pensa alle casse comunali e a quelle dei varesini in emergenza: «Mi ha sorpreso molto, e lo dico da amministrativista che conosce le difficoltà in cui si trovano le casse dei comuni, la decisione della Giunta di affidare a un legale esterno l’incarico di costituirsi parte civile prima ancora dell’eventuale rinvio a giudizio esponendo il Comune a un inutile sperpero di denaro pubblico. Chi ripagherà i cittadini di Varese in caso di archiviazione del procedimento? Forse l’attuale Giunta avrebbe fatto meglio ad assegnare tali soldi alle famiglie di Varese che si trovano in grave difficoltà, come testimonia il rapporto della Caritas sulla città da cui emerge che i varesini sono sempre più poveri».













