Poste, la situazione non si sblocca

Disservizi - I sindacati: «Enormi disagi per dipendenti e cittadini. Ma la riorganizzazione unilaterale prosegue»

Si preannuncia un autunno caldo sul fronte dei problemi legati ai disservizi postali. Anche quest’estate non sono mancati i disagi per i ritardi nella consegna a domicilio della corrispondenza, anche in diversi paesi della provincia di Varese. Alcuni giorni fa, si è svolto un incontro tra i sindacati e Poste, a livello regionale, che si è concluso con un nulla di fatto. «La riorganizzazione del recapito e della logistica prosegue unilateralmente

con enormi disagi per i dipendenti e per i cittadini che si vedono recapitare la corrispondenza con insopportabili ritardi – denunciano in una nota i segretari regionali dei sindacati delle poste, Slp Cisl, Slc Cgil, Uil Poste, Confsal Com, Failp Cisal e Ugl Com – così come i servizi e le attività negli uffici postali vengono svolte tra mille difficoltà dovute alla carenza di personale e alle procedure farraginose ed obsolete».

Problemi che si trascinano ormai da mesi, caratterizzati dalla sciopero generale regionale dello scorso 23 maggio e da tre mesi di astensione dalla prestazioni straordinaria e aggiuntive. L’incontro di alcuni giorni fa, sollecitato dai sindacati già a luglio, non ha portato ad alcuna conclusione. Le varie sigle sindacali hanno messo in luce, sia nella divisione del recapito che in quella degli uffici postali, «problemi di sicurezza e tutela della salute per l’inadeguatezza e mancata messa a norma dei locali e ambienti di lavoro». I sindacati si sono fatti portavoce dei disagi, non solo dei lavoratori del settore, ma anche dei cittadini, delle imprese, dei Comuni e di enti e associazioni. «Non ci è stata data alcuna risposta all’evidenza della reale situazione di pesante criticità in cui versano tutti, ma proprio tutti, i servizi dell’azienda, ben rappresentata dalle reiterate proteste di cittadini, imprese, enti e associazioni» prosegue la nota sindacale, nella quale si esprime anche la totale contrarietà alla privatizzazione di Poste.

Nessuna soluzione insomma sembra vedersi all’orizzonte; i sindacati di categoria non hanno alcuna intenzione di mollare la presa. Si parla già di una mobilitazione a livello nazionale, ma anche in Lombardia, vivrà un autunno caldo sul fronte postale. «Si preannuncia un autunno di forte conflittualità all’interno di Poste – promettono Cisl, Cgil, Uil, Confsal, Failp e Ugl – con l’obiettivo di riportare qualità, efficienza e sviluppo in tutti i servizi offerti dall’azienda che deve restare a maggioranza pubblica e non totalmente privatizzata, in balia di investitori che hanno come obiettivo il solo profitto a qualsiasi costo». In Regione Lombardia è sempre attivo un tavolo presieduto dal sottosegretario Daniele Nava, a cui siedono sia i rappresentanti di Poste che dall’Anci, l’associazione dei Comuni, per tenere monitorata le situazioni di disagio che si sono create, anche in provincia di Varese, a seguito della chiusura e della razionalizzazione degli orari di alcuni uffici postali in alcuni piccoli Comuni lombardi e del varesotto.