, il direttore d’orchestra varesino, nominato direttore principale ospite dell’Orchestra de I Pomeriggi Musicali per le stagioni 2016-2017 e 2017-2018, approda anche sul piccolo schermo. Si tratta di un documentario, su Rai5 dal titolo “Il piacere della musica classica” che racconta i concerti del Festival MITO SettembreMusica 2016 che si sono svolti tra Milano e Torino, fino alla scorsa settimana. La prima puntata è andata in onda sabato 24, ma le prossime da non perdere saranno il 6 ottobre alle 16.50, il 7 alle 17.20 e l’8 alle 7.55 e alle 18.35, infine l’11 ottobre alle 10.05 e alle 17.50. «Il filo conduttore del Festival Mito si incentra sull’importanza musicale di alcuni padri, come i grandi Bach sulla storia della musica, il rapporto padri-figli declinato in tutte le accezioni possibili» spiega Cadario. Nel documentario televisivo il rapporto padre-figlio è raccontato da due protagonisti della musica: , uno dei più grandi violoncellisti italiani, che raffigura il ruolo del padre, di spessore già formato, con grande esperienza alle spalle e Cadario che rappresenta il figlio, giovane e più moderno, con il direttore artistico Nicola Campogrande che spiega come ha inteso questa edizione di Mito 2016, nell’intento di portare la musica classica ad un esperienza più inclusiva, alla portata di tutti. E il risultato ha raggiunto il record di 99.600 persone che hanno assistito ai 160 concerti del festival. «Siamo cresciuti con l’obiettivo del concerto, la tensione di arrivare a qualcosa e la musica è esplosa fuori dal teatro, grazie alle nuove tecnologie» spiega il violoncellista Brunello, mentre
il direttore artistico raccoglie la sfida: «Io per primo mi voglio emozionare e divertire, in un concerto, e pensare che tutto avviene al meglio, attraverso il coro, amatoriale per definizione e compagno di strada». «La musica classica per tutti non può e non deve essere un’utopia in Italia, ci sono molte strade percorribili e una di queste è senza dubbio il canto in coro. La musica corale è la prima e più importante esperienza musicale che un musicista può fare, perché senza bisogno di uno strumento, se non quello naturale della propria voce, può esprimersi in un piccolo microcosmo che ben rappresenta la società. Già Platone parlava di coralità come forma di democrazia, e gli aspetti sociali e musicali all’esperienza corale si fondono alla perfezione». Quale ruolo ha il direttore d’orchestra: il direttore d’orchestra deve realizzare l’architettura musicale ideata sulla carta dal compositore e restituirla nel suo senso al pubblico”. Un linguaggio inesprimibile a parole, secondo il Maestro varesino: «La musica classica non può essere tradita o mascherata da qualcosa che non è. Se mi chiedessero cosa rappresenta per te la musica? Il modo di esprimere qualcosa che non saprei come dire in altro modo». Chi sono i padri di Cadario? «I miei padri musicali sono Carlos Kleiber, Claudio Abbado e il maestro Muti, ma non solo. Mio papà Fabrizio, anche se non è stato musicista, ha fatto in modo, grazie alla sua preziosa dedizione per noi figli, che potessi intraprendere questa strada difficile, dimostrando, a maggior ragione, che la musica classica è per tutti».













