Passerelle ciclo-pedonali per la Varese di domani

Dalle stazioni al lago senza bisogno dell’auto. Muoversi a piedi o in bici per la Città Giardino

Dalla stazioni di Varese al lago, sempre in sella alla bicicletta, su un percorso ciclopedonale, superando la Sp1 passando sopra un ponte di legno.

Fantasia o realtà? Il percorso ciclopedonale è stato illustrato ieri sera dall’architetto Valeria Marinoni, nel corso della conferenza «Itinerari nel verde: proposte di passarelle all’ingresso e nel cuore della città» che si è svolto in sala Montanari, nell’ambito degli eventi per celebrare i 200 anni dell’elevazione di Varese al rango di città.

Il percorso – la cui realizzazione è stata finanziata in parte dalla Regione Lombardia – è in fase di elaborazione e deve essere proposto alla commissione paesaggio. La passerella, invece, è una ipotesi di lavoro nata da una esercitazione didattica.

Ne sono autrici due giovani studentesse di ingegneria civile ambientale del Politecnico di Milano: Chiara Ridolfo e Maria Fernanda Vitaliana Postigo Collova’. Nella progettazione della passerella, le due studentesse sono state seguite dall’ingegnere varesino Riccardo Aceti, professore di tecnica delle costruzioni.

Entrambi i progetti – quello più realistico del percorso pedonale e quello più fantasioso della passerella – si integrano perfettamente, e potrebbero offrire un domani la possibilità di attraversare Varese in bicicletta in condizioni di sicurezza. Inoltre, un collegamento del genere risulterebbe un’attrazione per i turisti, che potrebbero arrivare a Varese in treno e trascorrere la giornata sempre sulle due ruote, in gran parte in mezzo alla natura.

«Il percorso ciclabile, nel tratto che va dalle stazioni al rione di Casbeno, si sovrapporrà ai tracciati delle corsie dei bus. Verrà installata segnaletica apposita, soprattutto agli incroci e nei punti più critici – spiega la Marinoni – Da Casbeno verso il lago, invece, il percorso si snoderà sugli antichi sentieri rurali. Il piano di governo del territorio (attraverso la perequazione che prevede lo scambio di terreno con volumetrie edificabili, ndr) prevede di recuperare aree di collegamento che serviranno per connettere i piccoli tratti di sentiero tra di loro, costruendo un unico percorso. Stiamo parlando di un sentiero che avrà la larghezza massima di tre metri, a tratti in terra e a tratti in asfalto, che disporrà di alcune aree di sosta per godere del paesaggio o per fare un pic-nic». Il progetto preliminare del percorso ciclopedonale su cui sta lavorando il comune, per favorire la mobilità sostenibile, prevede anche di attrezzare le stazioni ferroviarie con alcuni depositi di biciclette accessibili solo ai possessori di una specifica carta (o abbonamento del treno). In questo modo si eviterebbero furti e atti vandalici. Veniamo ora alla passerella sulla Sp1, che è un tema di cui si dibatte da parecchi anni e la cui costruzione era prevista nel 2008, salvo poi arenarsi perché reputata incompatibile con le caratteristiche ambientali della zona a protezione speciale Sic. La passerella proposta dalle studentesse del Politecnico avrebbe il pregio di essere realizzata con un impalcato di legno lamellare, che si inserirebbe bene nell’ambiente e che non avrebbe un costo troppo elevato. Inoltre avrebbe bisogno di scarsa manutenzione.

«Resta da sviluppare il raccordo altimetrico, che potrebbe avvenire con una rampa e una scalinata, cosa che potrebbe andare a vantaggio sia dei ciclisti che dei pedoni» dicono le studentesse.