Quali sono gli argomenti a sostegno del sì? Lo abbiamo chiesto al sindaco di Varese Davide Galimberti (Pd).
«Efficienza, velocità, risparmio e competitività. “Efficienza e velocità” perché la riforma riuscirà a rendere più snello il nostro processo legislativo, rispondendo a un’esigenza che si avverte da sempre, ma che è cresciuta perché il nostro Paese, per essere competitivo, deve essere veloce a prendere decisioni. Siamo nell’epoca della digitalizzazione, non possiamo avere un legislatore lumaca. “Risparmio” perché avere 200 Senatori in meno, unito alla cancellazione del Cnel, consente di alleggerire il processo legislativo e porta all’eliminazione di una spesa che oscilla tra i 50 e i 500 milioni di euro all’anno. Con 500 milioni di euro possiamo fare centinaia di scuole, decine di ospedali e di infrastrutture. Se il risparmio sarà inferiore, si farà meno, ma saranno sempre risorse in più per gli enti locali».
Io penso invece che li arricchirà. Alle maggiori risorse si somma la rapidità nel prendere le decisioni. Cosa che, per esempio, per un Comune significa sapere già oggi quelli che saranno i contenuti della legge di stabilità, avendo così più tempo per programmare il bilancio. Invece, per come stanno le cose adesso, bisognerà attendere ancora parecchie settimane.
Siamo una Democrazia matura perché momenti di espressione democratica sono numerosi nella vita istituzionale del Paese. Il nuovo Senato è composto da sindaci e consiglieri regionali, quindi da figure elette dal basso. I sindaci si sottopongono a un primo turno e a un ballottaggio. La Democrazia così aumenta, non si riduce.
Il nuovo Senato affronterà questioni su cui gli amministratori locali possono avere maggiore sensibilità. Per quanto riguarda l’impegno, consideriamo che i compiti del nuovo Senato riguarderanno solo il 3 per cento dell’attività attuale del Senato. Inoltre, già oggi, sindaci e consiglieri regionali una volta alla settimana sono a Roma per interloquire con il Ministero e con gli altri organi dello Stato, quindi il problema della trasferta non c’è.
Votando sì penso proprio alle future delle generazioni e ai miei figli che dovranno competere con Paesi che assumono decisioni in maniera estremamente veloce. Noi non possiamo rimanere indietro, soprattutto quando, come in questo caso, la riforma non riduce la Democrazia, ma la eleva.
A livello internazionale c’è molta attenzione sul nostro Paese che è di fronte a un’opportunità vera di attuazione delle riforme. Adesso l’Italia è alla prova del nove, i cittadini sono chiamati a confermare la volontà di modernizzarsi. Se non lo faranno votando no, è evidente che ci saranno conseguenze economiche e finanziarie legate alla perdita di credibilità.













