MILANO – Basta uno spiraglio minimo per decidere una corsa infinita. Dopo quasi 300 chilometri, Tadej Pogacar trova lo spazio giusto e conquista la Milano-Sanremo. Sul traguardo di via Roma supera Tom Pidcock, impeccabile fino a quell’ultimo momento. L’inglese esita appena. Un attimo che costa carissimo.
La gara dello sloveno si complica a 32 chilometri dall’arrivo. Cade a Imperia, in una curva a sinistra. Si rialza con la maglia strappata e il corpo ferito. Sembra finita. Invece cambia tutto. Pogacar reagisce subito. Rientra e rilancia l’azione con ferocia.
Sulla Cipressa torna davanti. Il ritmo è altissimo. Ganna prova a rispondere ma cede. Van der Poel, anche lui coinvolto nella caduta, fatica. Solo Pidcock resta in scia. Pogacar vola: 8’48” sulla salita, meglio del record recente.
Sul Poggio attacca più volte. Anche in discesa prova a sorprendere. Pidcock però non molla mai. La corsa è ormai tra loro due.
In via Roma Pogacar parte davanti. Pidcock intravede un varco ma non affonda. Esita. Poi cambia lato, ma è tardi. Lo sloveno vince in maglia iridata. Non accadeva dal 1983 con Saronni.
Alle loro spalle arriva Van Aert, terzo, nonostante una condizione incerta. Più indietro Pedersen, quarto dopo un recupero straordinario. Restano dubbi sui rientri assistiti dopo la caduta. Un tema che il ciclismo dovrà chiarire.













