Industria varesina in ripresa nel 2026: più ordini nonostante incertezza geopolitica

Sul fronte occupazionale, aumenta in modo marcato il ricorso alla cassa integrazione nel comparto industriale, pur con dinamiche diverse tra settori (foto dalla pagina Facebook Varesefocus)

VARESE – Nel primo trimestre 2026 l’industria della provincia di Varese mostra segnali di ulteriore recupero, anche se con un passo più moderato rispetto alla forte accelerazione registrata a fine 2025. È quanto emerge dall’indagine congiunturale del Centro Studi di Confindustria Varese, condotta tra il 1° e il 17 aprile.

Il saldo sulla produzione si attesta a +26,9 punti percentuali, in calo rispetto al trimestre precedente, con il 48,5% delle imprese che segnala un aumento dei livelli produttivi, il 29,9% stabilità e il 21,6% una diminuzione. Il tasso di utilizzo degli impianti scende al 74%, contro il 76% del trimestre precedente.

Il dato più rilevante riguarda gli ordini, tornati in crescita: il saldo degli ordinativi totali è pari a +32,6 punti, mentre quelli esteri si fermano a +20,9. Una dinamica che riflette anche una diversa intensità tra filiere, con risultati migliori per chimico-farmaceutico, gomma-plastica e metalmeccanico, e una persistente debolezza del comparto moda.

Il contesto resta tuttavia incerto. Nell’Eurozona la crescita è debole, con inflazione in risalita al 3% e politiche monetarie ancora restrittive. In Italia il PIL cresce dello 0,2% nel trimestre, mentre l’inflazione sale al 2,8%, trainata dall’energia.

Un focus specifico dell’indagine evidenzia come le tensioni in Medio Oriente incidano soprattutto sui costi: l’87,2% delle imprese segnala rincari energetici, il 74,4% maggiori costi di trasporto e il 35,9% un calo della domanda estera. Per oltre la metà delle aziende l’impatto sui margini è significativo.

Sul fronte occupazionale, aumenta in modo marcato il ricorso alla cassa integrazione nel comparto industriale, pur con dinamiche diverse tra settori.

Nel metalmeccanico la produzione resta positiva ma meno intensa, mentre il portafoglio ordini mostra un recupero. Il settore moda resta invece in difficoltà, con saldo negativo su produzione e ordini.

Nel chimico-farmaceutico si registra la performance migliore, con produzione e ordini in forte crescita. Anche gomma-plastica conferma un andamento positivo, pur con capacità produttiva ancora non pienamente utilizzata.