Addio al pittore Mariano Salerno. Bruno Belli: «Merita il Famedio di Varese»

Addio al pittore Mariano Salerno. Bruno Belli: «Merita il Famedio di Varese»
Lo storico e scrittore varesino ha ricordato sui social l’artista, scomparso nelle scorse ore. L’appello al Comune: «Ha tutte le credenziali per essere accolto nel Famedio del Monumentale di Giubiano».

Si è spento Mariano Salerno, pittore di riconosciuta fama che da quasi mezzo secolo aveva scelto la provincia di Varese come propria terra d’adozione. La notizia della sua scomparsa ha suscitato cordoglio nel mondo culturale varesino.

A ricordarlo con un lungo e sentito messaggio pubblicato sui social è stato Bruno Belli, storico e scrittore varesino, che ha voluto ripercorrere non solo il valore artistico di Salerno, ma anche il rapporto di amicizia che li legava.

«Ci ha lasciati Mariano Salerno, pittore di solida fama», scrive Belli, ricordando come l’artista abbia attraversato diverse stagioni creative, documentate anche dai cataloghi Bolaffi, fino ad approdare, verso la fine del Novecento, al “Neofuturismo”, corrente della quale viene indicato come inventore e principale esponente.

Belli ricorda anche gli anni trascorsi insieme nel direttivo del “Caffè della cultura”, l’associazione che tra il 2003 e il 2009 organizzava incontri nel salone superiore della Pasticceria Zamberletti di corso Matteotti. In quel periodo Salerno partecipò a diverse iniziative culturali in città.

Tra queste, nel 2005 realizzò, su invito dello stesso Belli, un dipinto allegorico dedicato al celebre contralto varesino Giuseppina Grassini, poi donato al Civico Liceo Musicale “Malipiero”, dove è ancora conservato. L’anno successivo dipinse anche un ritratto di Belli, esposto alle Serre di Villa Recalcati durante una mostra organizzata dall’associazione “Amici di Piero Chiara”.

Nel suo ricordo, Belli sottolinea anche l’originalità della tecnica pittorica di Salerno, caratterizzata dall’impiego di lapislazzuli triturati mescolati al colore e da una stesura che richiamava la tecnica dell’affresco, conferendo alle opere una particolare matericità.

Non manca una riflessione critica sul riconoscimento ricevuto dall’artista nel territorio varesino. Secondo Belli, Salerno «ebbe maggiori soddisfazioni al di fuori del territorio», dove diverse sue opere, in particolare di carattere sacro, furono commissionate per chiese in Spagna, Svizzera e Sardegna.

Proprio da questa considerazione nasce anche un appello rivolto all’amministrazione comunale di Varese. «Credo che Mariano Salerno abbia tutte le credenziali per essere ammesso al nuovo Famedio del Monumentale di Giubiano», scrive Belli, invitando giornalisti e amministratori a farsi promotori della proposta.

Nel messaggio lo storico rivolge infine un pensiero alla moglie Franca e alla famiglia dell’artista, ricordando il lungo legame di amicizia che li univa.

Nato a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, nel 1941, Mariano Salerno aveva frequentato l’Istituto d’Arte di Catania e l’Accademia di Brera a Milano. Da quasi cinquant’anni viveva e lavorava in provincia di Varese. Nel corso della sua carriera ha allestito numerose mostre personali, tra cui quelle alla Sala Veratti di Varese nel 2016 e a Palazzo Verbania di Luino, oltre a partecipare a esposizioni collettive in Italia, Svizzera e Germania. Le sue opere sono oggi conservate in musei e collezioni private italiane ed estere.

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