Addio a Leonardo Bramanti, il varesino che ha cambiato il volto del Cai: aveva guidato il Club Alpino Italiano verso il futuro

Addio a Leonardo Bramanti, il varesino che ha cambiato il volto del Cai: aveva  guidato il Club Alpino Italiano verso il futuro
Ingegnere, alpinista e presidente generale del Cai dal 1986 al 1992, è stato tra i promotori di una nuova cultura della montagna fondata su ambiente, escursionismo e giovani. Lunedì i funerali a Biumo Inferiore.

Il mondo dell’alpinismo perde una delle sue figure più autorevoli. È scomparso Leonardo Bramanti, varesino, ingegnere e già presidente generale del Club Alpino Italiano, incarico ricoperto dal 1986 al 1992. Aveva guidato il Cai in una fase di profonda trasformazione, contribuendo a delineare una nuova idea della montagna, non più soltanto luogo di conquista sportiva, ma patrimonio naturale da tutelare e vivere con rispetto.

La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio all’interno del Club Alpino Italiano e tra quanti hanno condiviso con lui l’impegno per la crescita dell’associazione.

Alpinista esperto, appassionato di ascensioni su roccia e ghiaccio, Bramanti affiancò alla carriera professionale di dirigente industriale un’intensa attività all’interno del Cai. Dopo aver ricoperto il ruolo di segretario generale, fu eletto presidente nazionale, guidando l’associazione per due mandati consecutivi.

Durante gli anni della sua presidenza impresse una svolta significativa al Club Alpino Italiano, promuovendo con convinzione la diffusione dell’escursionismo, l’educazione delle nuove generazioni e la tutela dell’ambiente montano. Una visione che avrebbe contribuito anche allo sviluppo del progetto del Sentiero Italia Cai, destinato negli anni a diventare uno dei più importanti itinerari escursionistici d’Europa.

Le sue idee erano in anticipo sui tempi. Già alla fine degli anni Ottanta invitava a superare il concetto della montagna come semplice sfida da vincere, proponendo invece un rapporto più equilibrato tra uomo e natura. In una storica intervista rilasciata nel 1989 alla rivista Lo Scarpone, spiegava come il vero obiettivo fosse educare al rispetto dell’ambiente e valorizzare la montagna come luogo di incontro, cultura e crescita personale, soprattutto per i giovani.

Nel 1997 la Repubblica Italiana gli conferì l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, riconoscendo il suo contributo nel campo dell’associazionismo e della promozione della cultura alpina.

Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati in queste ore. Tra i più significativi quello di Roberto De Martin, che gli succedette alla guida del Cai nel 1992 e lo ha ricordato come «un caposcuola, un amico di cordata e un innovatore», capace di custodire la tradizione dell’associazione accompagnandola verso una nuova stagione.

A darne il triste annuncio sono stati i figli Donatella, Alberto e Marco, che hanno voluto ricordarlo con affetto e gratitudine.

L’ultimo saluto a Leonardo Bramanti sarà celebrato lunedì 6 luglio nella chiesa parrocchiale di Biumo Inferiore, a Varese. Il Santo Rosario sarà recitato alle 15, mentre i funerali inizieranno alle 15.30. Al termine della cerimonia il corteo funebre accompagnerà il feretro al tempio crematorio del cimitero di Giubiano.

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