Sono tanti i sogni e le speranze dei giovani varesini. E Luca Abete, diventato famoso come inviato di Striscia la Notizia, ieri è venuto all’Insubria proprio per farseli raccontare.
Il progetto #NonCiFermaNessuno ha alle spalle ha il Centro di Ricerca e Servizi Impresapiens dell’università La Sapienza Roma, oltre a tanti sponsor a cui è stato chiesto, oltre al supporto “classico”, anche quello di offrire reali opportunità di lavoro ai ragazzi che l’inviato di Striscia incontrerà in un tour lungo quindici date, di cui Varese è stata la numero due, la prima nel nord Italia.
Una ricerca sociologica, una community sul web, ma soprattutto un messaggio di speranza per una generazione, quella dei ventenni, che troppo spesso sembra aver bisogno prima di tutto di credere in se stessi e nella possibilità di costruirsi un futuro.
«È una cosa di cui mi sono reso conto durante alcuni incontri che ho tenuto in alcune università italiane – racconta Abete – studenti di comunicazione, da cui mi aspettavo domande tecniche su come costruire un’inchiesta televisiva o come fare un montaggio efficace, mi chiedevano invece come ha fatto un ragazzo di Avellino a fare un percorso lavorativo come il mio. Mi sono reso conto che i ragazzi avevano bisogno di fiducia».
Da qui è nata l’idea che ha portato alla tappa varesina del progetto, che ha trovato i ragazzi attenti e partecipi, ma soprattutto bisognosi di farsi rassicurare sulla possibilità di raggiungere i propri obiettivi. Le domande arrivate all’inviato di Striscia, ancora una volta, sono state esistenziali: «Come trovare il coraggio di buttarsi mollando tutto», «come superare l’incertezza, quando non si ha un sogno ben definito».
Insomma, gli studenti di Economia dell’Insubria si scoprono vulnerabili e bisognosi di rassicurazioni, come moltissimi loro coetanei. Non tutti, però: qualcuno ha già le idee abbastanza chiare.
Come Kadydja Bakayoko, di origine ivoriana, che ha lasciato la famiglia a Brescia per studiare economia a Varese: «Il mio sogno già si sta avverando, e con la laurea all’Insubria potrò solo migliorare: sto lavorando in un’agenzia immobiliare, e mi piace molto. Dopo la laurea, potrò rimanere nel settore e trovare nuove opportunità».
Per Matteo Biroldi, invece, il sogno è «lavorare nel settore marketing di una grande azienda. Ma, con la crisi, vedo difficoltà ovunque». Abete lo tranquillizza: «Le sconfitte lungo il percorso possono capitare, ma l’importante è non perdere di vista l’obiettivo, credere in se stessi e non farsi distrarre dagli “sfigati”, che non hanno un proprio sogno e cercano quindi di demotivare chi ce l’ha e lo insegue».
Come Laura D’Aquaro, tornata sui libri dopo una lunghissima malattia: «Volevo diventare una criminologa, ora potrebbe essere troppo tardi. Ma mi sono detta: perché rinunciare?».
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