– Nella cerimonia dell’ottobre di sangue varesino si ricorda il sacrificio dei 17 ragazzi che hanno pagato con la vita il loro desiderio di libertà. Ma si pensa anche al futuro della nostra democrazia, che va difesa sempre.
Il sindaco Attilio Fontana, nel suo discorso, ha citato strage di Ankara di sabato scorso, nella quale sono morti 128 pacifisti. Presenti, tra il pubblico, anche due Finlandesi che hanno partecipato alla cerimonia senza sapere a cosa si riferisse, attratti dalla musica della banda musicale Verdi. «Anche noi teniamo vivo il ricordo del passato con celebrazioni di questo tipo – hanno commentato i finlandesi –. Momenti come questi fanno capire la storia di un Paese».

«In questi ultimi tempi si stanno verificando fatti che devono inquietare – ha detto Fontana –. La Turchia è più vicina di quello che può sembrare. Dietro ai mandanti della strage di Ankara ci sono diverse ipotesi, ma quella strage è la prova che esistono tante forze nel mondo che cercano di imporsi in maniera violenta». Una risposta, però, noi possiamo darla: «Dobbiamo serrarci intorno ai valori della democrazia, facendo in modo che i nostri ragazzi crescano nel rispetto dei principali messaggi che ci sono stati lasciati. Ovvero, il
rispetto per le istituzioni e per il bene comune – ha detto il sindaco, che ha concluso con una esortazione – Invito tutti quanti a pensare per un attimo ogni giorno ai valori che hanno consentito al nostro Paese di diventare quello che è. Dio non voglia che in questo Paese ritornino ad aleggiare principi di non autonomia e di non democrazia. Se ciò dovesse verificarsi, allora dovremmo tornare a 71 anni fa, ad avere il coraggio di chi ha messo in discussione la propria vita per affermare la democrazia».

Il discorso del sindaco è stato seguito da un intervento del Costituzionalista Riccardo Conte. La cerimonia è stata introdotta da un breve discorso di Margherita Giromini, presidente di Anpi Varese, che ha ricordato i fatti di quel terribile ottobre del 1944. Presenti i deputati Daniele Marantelli e Maria Chiara Gadda e numerosi politici locali. Ha preso la parola anche il partigiano Pietro Somaini.
L’autrice Stella Bolaffi vorrebbe organizzare nella biblioteca di Varese un incontro per presentare un volume edito da Franco Angeli, che si intitola «partigiani in val di Susa», in cui sono raccolti i diari di Aldo Laghi: «queste iniziative servono perché i giovani non conoscono la nostra storia recente e mai come oggi sono attuali i valori della resistenza».














