Si aggrava la situazione di , accusato di stupro nei confronti di una rumena incontrata su un social network: secondo la Procura di Varese c’è una seconda vittima.
I due casi riuniti in un unico fascicolo: il pubblico ministero ha chiesto l’esame del Dna. In realtà l’iter giudiziario che ha portato in carcere Brianza, 42 anni, disoccupato di Castiglione Olona, che ha trasformato la propria station wagon non soltanto nella sua abitazione ma anche nell’alcova (con tanto di tendine a garantire la privacy) dove le violenze si sarebbero consumate, è una sorta di viaggio a ritroso.
Il secondo stupro contestato, in realtà, si sarebbe consumato tre settimane prima della violenza a carico della giovane rumena che ha poi portato all’arresto dell’uomo. Il primo fatto risale allo scorso 21 dicembre. La vittima è una ventenne sudamericana residente in Svizzera. Il modus operandi è lo stesso: Brianza avrebbe adescato la ragazza su Badoo, noto social network, e i due avrebbero iniziato a chattare.
Quindi l’invito a cena di Brianza alla giovane con lui che passa a prenderla con l’auto-alcova, poi descritta dalla vittima. A quel punto la serata romantica muta natura e, secondo la giovane, quell’uomo incontrato in chat che pareva tanto gentile, la costringe ad avere un rapporto sessuale dopo averla malmenata e minacciata con un coltello. La ragazza, a questo punto, si fa visitare dai medici dell’ospedale di Como e qui scatta la denuncia.
L’accaduto è lo stesso copione raccontato dalla giovane rumeno il 7 gennaio scorso alle autorità varesine. Ora i due fatti sono stati riuniti in un unico atto: il magistrato varesino ha chiesto l’esame del Dna sulle tracce biologiche trovate addosso alla sudamericana dai medici dell’ospedale comasco durante la visita post stupro.
Brianza nel frattempo nega, mentre nello stesso fascicolo è stata riunita una denuncia per maltrattamenti a carico della ex moglie dell’uomo.
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