Sarà al circolo di Capolago giovedì 14 novembre, alle 21, per raccontare a tutto il quartiere quella che definisce «una storiella simpatica». Ovvero: la sua battaglia vinta contro il cancro.
, varesino residente da 12 anni a Casbeno, chiuso nella sua camera, mentre affrontava cicli di chemioterapia e radioterapia, ha riversato il suo stato d’animo in un diario, che poi è diventato un libro dal titolo “Non sono ancora una foto sopra una lapide”.
Con una prefazione del medico , membro dell’equipe che ha seguito i sei veggenti di Medjugorje.
«La storiella simpatica» è iniziata un giovedì come tanti, nel 2008, mentre Antonello De Giorgio era in banca, al suo posto di lavoro: «Ho risposto al telefono e una voce mi ha detto che mi era stato diagnosticato un tumore maligno».
A quel punto, contrariamente a ogni previsione, Antonello non si è preso la testa tra le mani per la disperazione, ma ha cominciato a ridere di gusto. «Ho scherzato sopra la brutta notizia – racconta l’uomo di 54 anni – Poi sono salito in auto e mentre tornavo a casa mi dicevo che dovevo prepararmi a morire. Ciononostante non avevo intenzione di cambiare la mia vita. Il giorno successivo avevo in programma un allenamento di pallacanestro e non avevo voglia di saltarlo, perché il basket è una passione che condivido con mia figlia».
Ma da quel giovedì la vita di De Giorgio era cambiata, e come. Sì, perché nello stesso momento in cui ha saputo di essere malato, De Giorgio ha sentito la fede prenderlo per mano.
Quando le cure hanno sancito la vittoria sul tumore, De Giorgio ha riletto il libro da lui scritto e ha scoperto che ogni pagina parlava di Dio. Da lì l’idea di trasformare quell’opera in qualcosa “per gli altri”.
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