Non solo la firma di importanti accordi commerciali che vedono coinvolta una grande azienda della provincia di Varese, come nel caso di Agusta Westland per la fornitura di 50 elicotteri, ma anche grandi e nuove opportunità di business per le piccole e medie imprese del nostro territorio.
Ieri mattina al Politecnico di Milano si è svolto il forum sull’innovazione Italia Cina, al quale hanno partecipato anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi ed il primo ministro cinese Li Keqiang, oltre al presidente della Banca di Cina Tian Guolì, al presidente della Lombardia Roberto Maroni, ai vertici dell’università milanese e ad una platea di imprenditori, professionisti e studenti dei due Paesi.
Gli accordi firmati nei giorni scorsi tra Italia e Cina per complessivi otto milioni di euro e che vedono protagonista anche la provincia di Varese grazie alla commessa da 400 milioni di euro per Agusta Westland sono solo l’antipasto.
Manifattura, ambiente, innovazione, tecnologie, università e aerospazio sono i settori dell’economia in cui si possono sviluppare nuove sinergie tra i due Paesi e dove anche le nostre imprese, comprese quelle piccole, possono trovare nuove opportunità per lo sviluppo del loro business.
«Con la qualità dei nostri designer, architetti, ingegneri e studenti – ha detto Renzi aprendo il forum – giochiamo in prima classe; sinora abbiamo firmato accordi commerciali per otto milioni di euro ma ci sono ampi spazi per far crescere questo rapporto».
«Il cibo, il fashion, la manifattura, i prodotti innovativi, sono tutti campi in cui eccelliamo ma la sfida principale è quella del capitale umano; per questo invito i nostri studenti ad andare in Cina a studiare e formarsi».
Stessi tasti su cui ha insistito nel suo intervento anche il primo ministro cinese e dove il nostro territorio ha molto da dire attraverso le nostre imprese.
Pechino sta facendo dei passi in avanti concreti per attrarre le Pmi italiane sul proprio mercato; la Banca di Cina ha aperto una filiale sia a Roma che a Milano, a un passo dalla provincia di Varese.
«Banche e imprese sono strettamente legate tra loro – ha sottolineato il banchiere cinese Goulì – non ce ne vogliano le grandi imprese ma noi ci rivolgiamo in particolare alle piccole e medie imprese italiane, che hanno bisogno di una guida per entrare sul mercato cinese».
Anche in provincia di Varese ci sono diverse aziende che stanno guardando ai nuovi mercati asiatici, ma la strada da fare è ancora lunga; una mano la può dare la stessa Banca di Cina.
«Vogliamo fare da ponte – ha proseguito Goulì – aiutando le Pmi a superare i problemi di lingua e la scarsa conoscenza del mercato locale; proponiamo una sorta di guida all’investimento ed i nostri dipendenti parlano in italiano, perché l’inglese non basta».
Anche in Cina sanno bene cosa significhi essere piccole imprese, che a Pechino costituiscono il 60% del sistema produttivo; la sfida del futuro si gioca sull’innovazione. «Solo su collaborazioni come quelle tra Italia e Cina si può costruire un futuro prosperoso – ha dichiarato il primo ministro Li Keqiang – gli accordi tra i nostri Paesi rafforzano il settore tecnico e scientifico oltre che quello finanziario; la strada da seguire è quella dell’innovazione su cui dobbiamo lavorare insieme. La Cina è molto interessata al know how creativo italiano; vogliamo lavorare fianco a fianco mettendo insieme idee e intelligenze, solo così il futuro economico sarà prospero».
Una vicinanza che potrà essere ulteriormente rafforzata in vista di Expo 2015, quando praticamente tutta l’economia mondiale si ritroverà a pochi chilometri da Varese.













