Il 50% dei funghi portati dai varesini, negli ultimi 15 giorni, all’ufficio micologico dell’Asl di Varese, per verificarne la commestibilità, sono risultati tossici.
Si tratta per lo più di “falsi” chiodini. E l’Asl di Varese lancia un appello: «Se non siete esperti raccoglitori di funghi, rivolgetevi al nostro sportello».
Le piogge di questi giorni lasciano ben sperare in una proficua raccolta di funghi, occorre però ricordare sempre tutti gli accorgimenti necessari per non incorrere in intossicazione, purtroppo sempre frequenti.
Questo perché il consumo di questi prodotti tipicamente autunnali è in aumento come sono in aumento i cercatori. «La stagione dei funghi, quest’anno, è iniziata in ritardo – spiega , responsabile della prevenzione medica dell’Asl di Varese – Ci sta, però, preoccupando la percentuale di funghi che stiamo eliminando quando i cittadini vengono al nostro sportello, in forte aumento rispetto agli anni precedenti». Infatti, se nel 2012 l’Asl di Varese aveva “cestinato” il 41% dei funghi visionati, nel 2011 la percentuale a fine stagione è risultata essere del 37%.
«È vero che il 2011 è stato un anno sfortunato per la raccolta dei funghi perché la stagione è stata particolarmente secca, ma c’è anche da dire che la tipologia di cercatore di funghi è cambiata – continua Cremona – In molti si improvvisano cercatori e, ultimamente, arrivano ai nostri sportelli con funghi assolutamente non commestibili racconti nel giardino di casa».
E ci sono già i primi ricoveri. «I pazienti in carico al Pronto Soccorso accusavano sintomi simili a un’intossicazione per poi, invece, scoprire che si è trattata da un’indigestione dovuta da modalità non corrette di cottura dei funghi».
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