Busto, delirio alla Tommaseo Dopo la campanella, l’inferno

BUSTO ARSIZIO Ogni giovedì pomeriggio, intorno alle 16, fuori dalle scuole Tommaseo si registrano scene di ordinario delirio. E purtroppo non è un caso isolato. Le auto sono parcheggiate ovunque: in doppia e tripla fila, sulle strisce pedonali, spesso sul posteggio riservato ai portatori di handicap. Un quarto d’ora d’inferno, come ben sanno gli automobilisti che hanno la sventura di passare da quelle parti nel momento in cui gli alunni escono da scuola. E alle oggettive difficoltà causate da una viabilità complicata si aggiunge spesso la maleducazione dei genitori, che vanno a prendere il figlio in macchina anche se la casa dista pochi metri. «Qui la confusione c’è sempre, ma in particolare il giovedì pomeriggio, perché alle 16 escono sia gli alunni delle medie che quelli delle elementari – sottolinea Concetta, una delle mamme delle Tommaseo – Chi arriva molto presto riesce a parcheggiare in modo decente, gli altri si arrangiano come possono, lasciando l’auto nelle posizioni più assurde».  «I vigili si mettono in fondo, verso via XX Settembre – continua Francesca, un’altra mamma – ma qui è tutto permesso: durante quel quarto d’ora, le macchine in doppia fila vengono tollerate». Oreste Ferrario, da 4 anni volontario del traffico fuori dalle “Tommaseo”, conferma: «Nel tratto a senso unico, la doppia fila viene tacitamente accettata. Ormai ci si è quasi “abituati” a questa

situazione. Ma quelli che passano da qui solo occasionalmente si mettono a suonare il clacson all’impazzata». A ben poco serve la pur lodevole idea del pedibus: «E’ poco utilizzato – osserva Ferrario – E poi il pedibus è attivo al mattino, quando l’entrata a scuola è già di per sé scaglionata, mentre i problemi veri si verificano all’uscita». Per Alfredo Solbiati, bustocco sensibile ai problemi della città, la situazione è intollerabile: «A settembre le Tommaseo compiranno 100 anni, mi auguro si faccia qualcosa prima di allora per risolvere questo problema. Che educazione danno i genitori ai figli, comportandosi in questo modo?  E le istituzioni cosa fanno? Non si può accettare che non vengano sanzionate infrazioni così gravi». Il problema, ovviamente, tocca da vicino il preside Renato Solemi: «Già due anni fa il Consiglio d’Istituto ha fatto richiesta al Comune di rivedere la viabilità – spiega il dirigente – Non abbiamo mai ottenuto risposta. Dal canto nostro, non possiamo fare più di tanto. Far uscire gli studenti in orari differenziati significherebbe allungare la pausa mensa, peraltro con un aumento dei costi per i genitori. Tra studenti delle elementari e delle medie, il giovedì escono 750 alunni – sottolinea Solemi – Una soluzione potrebbe essere quella di chiudere la strada alle auto durante l’uscita degli studenti, come avviene ad esempio alle “Bertacchi”».  Francesco Inguscio

e.romano

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