BUSTO ARSIZIO Come da tradizione anche quest’anno l’ultimo giovedì del mese, il 26 gennaio, verrà festeggiata la gioeubia. E quindi giornata del risotu cunt’ a lügàniga e della polenta e bruscìti. Numerose le iniziative e le associazioni che in tutta la città prendono parte all’appuntamento.
Cominciamo con il programma della Famiglia Bustocca, che ogni anno si impegna attivamente e in maniera molto fantasiosa nell’organizzare l’intera giornata. Alle 9 del mattino il malcapitato fantoccio viene portato in piazza Santa Maria e qui sistemato su una comoda poltrona. La festa in città incomincia con questo primo rito di insediamento, dove la Famiglia Bustocca sarà affiancata da asili, scuole e studenti delle classi superiori. Un bel momento di incontro per piccoli e meno piccoli, volto alla scoperta (o riscoperta) di una tradizione che da sempre unisce il popolo bustocco. I partecipanti in piazza porteranno con sè piccole gioeubie, affinchè la gioeubia principale non muoia, ancor prima del rogo, di solitudine.
Svetterà su tutte il fantoccio preparato dalla Famiglia Bustocca, con il suo metro e ottanta di altezza e i suoi poderosi fianchi dello spessore (solo) di un metro e venti. Sarà simpaticamente addobbata, come di consueto, portando con sé un chiaro messaggio per la città.
«Quest’anno la gioeubia – spiega Luigi Toia, il regiù della Famiglia Bustocca – rappresenterà l’Italia nel passaggio dal governo Berlusconi a quello di Monti».
Alle spalle del fantoccio ci saranno, infatti, da un lato tre monti, dall’altro un monte solo. L’allusione, già svelataci da Luigi Toia, è di facile intuizione. Ma a chiarimento di questa rappresentazione sarà apposta al collo del fantoccio una poesia in dialetto. «E per la prima volta la poesia in dialetto sarà affiancata anche da una traduzione – continua il regiù – affinché gli stranieri possano capire il significato della nostra gioeubia».
Al calar della sera, tra le 18.30 e le 19, la gioeubia verrà trasferita in piazza Venzaghi. Qui, alla presenza del pubblico bustocco, la festa vivrà l’apice con il falò, che vedrà bruciare i numerosi fantocci costruiti apposta per l’occasione. Nel fumo che si alzerà verso il cielo, il pensiero di tutti sarà che la gioeubia porti via non solo l’inverno e il buio, ma anche la crisi e le difficoltà di questi tempi.
Emanuele Ranzani
s.affolti
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