Capodanno con il botto sulla A8 E andare a Milano è un salasso

Capodanno con il botto sulla A8 E andare a Milano è un salasso

VARESE Pessimo inizio d’anno per i lavoratori pendolari: ieri mattina al casello di Lainate è scattato il nuovo, ennesimo, balzello di 10 centesimi, che ha fatto salire a quota 1,50 l’esborso per ogni singolo passaggio e a ben tre euro il costo di andata e ritorno. Sommati ai 2,60 euro per andare e tornare passando dal casello di Gallarate, il cui aumento ha colpito il portafoglio dei pendolari non più tardi di quest’estate, si arriva a un totale di 5,60 euro soltanto di autostrada per andare a lavorare o a studiare a Milano. Guardando lo storico, sono 1,20 euro in più dai 4,40 euro che furono nel 2005, equivalenti a uno svuotamento di tasche annuale di circa 260 euro considerando il caso tipico dei 5 giorni lavorativi a settimana e un mese di ferie all’anno. Il fatto è che il nuovo aumento non è che l’antipasto. «Quest’anno ci sarà un raddoppio rispetto al 2009 dell’aumento medio di tutto il comparto delle concessionarie autostradali – spiega il consigliere regionale Stefano Tosi (Pd) – la previsione è di un +6% rispetto al 2,71% dello scorso anno». In attesa del prossimo aumento, che con ottima probabilità vedremo nei prossimi mesi dell’anno appena iniziato, non resta che constatare come prima sia arrivato l’aumento alla barriera di Gallarate, quello contro cui Villa Recalcati si è schierata facendo ricorso al Tar per abolire la barriera stessa, poi sulle di treni e autobus, e infine di nuovo sul pedaggio autostradale. «Bisogna rivedere gli accordi con la società Autostrade per il piano di investimenti», spiega Tosi, «perché non è possibile un aumento automatico delle

tariffe ogni anno: questi automatismi vanno bloccati». Il rischio è che si finisca non solo per intaccare il potere d’acquisto delle famiglie, soprattutto quando non si percepisce un reddito elevato pur sostenendo le spese del pendolarismo, ma anche per impattare sull’inflazione date le ripercussioni dei pedaggi sulle imprese del territorio. «Se dall’altra parte non si cresce la ricchezza non aumenta, vuol dire che si riduce la capacità di spesa. Inoltre è atteso per quest’anno un rincaro del costo delle tangenziali di Milano. Non si sa ancora di quanto, ma sarà un salasso oggettivo che non tutti potranno sostenere». E visto che con il trasporto pubblico non va granché meglio, i lavoratori fuori porta hanno davvero poco a cui brindare. «Non mi stupirebbe – commenta Aldo Colombo, segretario varesino del Pdl – se qualcuno iniziasse a valutare la possibilità di cambiare lavoro visto che andare a Milano costa troppo». Le prospettive del resto lasciano tutt’altro che ben sperare: esiste un accordo ben preciso che giustifica i rincari con gli investimenti effettuati sulla rete e che parla di aumenti già previsti da qui ai prossimi vent’anni. «Prima di tutto va assolutamente chiarito fino a quando dobbiamo aspettarci nuovi aumenti e per quanto tempo saranno in vigore. Se l’ammortizzazione è prevista in vent’anni vuol dire che da 1,50 euro dovremo aspettarci tra qualche anno magari 4,5 euro di casello. Almeno si faccia chiarezza, e ognuno farà le sue valutazioni. Non dipende però dalla Provincia o dalla Regione, ma dal Governo: mi chiedo però dov’erano i vari Maroni e Reguzzoni quando si votava la legge per questi aumenti».Francesca Manfredi

s.bartolini

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