Renzi-day all’assemblea nazionale del Pd a Milano, c’è anche tanta Varese.
«Unità, rinnovamento e concretezza» le parole d’ordine degli eletti varesini presenti alla convention. «Ci mettiamo tutti in gioco» ammette , che ha introdotto i lavori da segretario regionale. Oltre ai tredici delegati eletti in occasione delle primarie, capitanati idealmente dal veterano , a Milano c’erano anche i parlamentari (assente solo ) e una cinquantina di militanti, tra cui alcuni giovani volontari impegnati nello staff dell’organizzazione.
Ma soprattutto c’era il varesino Alfieri che ha fatto da “padrone di casa”, con il suo discorso introduttivo come segretario regionale. Al di là delle appartenenze di “corrente”, su una cosa sono tutti concordi: «Il partito è unito».
Anche perché la scelta di di accettare la presidenza del partito, su cui si è adoperato anche il varesino , è stata vissuta come un gesto di distensione. «Ne abbiamo discusso molto, ma è l’inizio di un metodo di lavoro positivo – spiega la senatrice D’Adda – Renzi ha detto chiaramente che l’unità del partito è
un valore da salvaguardare, perché il Paese ha bisogno del Pd». Il discorso di Renzi è piaciuto un po’ a tutti. «Ha messo in agenda temi di sinistra, lavoro, diritti, cultura – sottolinea la deputata – con un nuovo stile, concreto e operativo, che apre una nuova pagina. È quello per cui l’ho appoggiato».
«Ora si cambia veramente, su questo ci giochiamo tutti la faccia – sottolinea un renziano della prima ora come Alfieri – Renzi ha fatto un discorso innovativo, sfidando il grillismo e chiedendo a tutti di mettersi in gioco in prima persona». Ad esempio sul finanziamento pubblico «che è legge e costringerà un partito come il nostro che ha un’organizzazione importante a trovare soluzioni innovative» e sugli stipendi dei consiglieri regionali, da parametrare a quelli del sindaco del capoluogo.
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