«Ho aperto la bolletta del gas subito dopo aver effettuato online il bonifico dell’affitto e avuto un colpo. Sono scoppiata a ridere, ma era una risata isterica».
Così , ventiquattrenne indipendente che, facendo sacrifici, cerca di tirare la fine del mese con due stipendi, che in totale fanno 800 euro. Tra le mani, per i mesi dicembre-gennaio-febbraio, si è ritrovata una bolletta del gas di Aspem di 800 euro contro i 400 che si troverà pagare per il periodo dicembre-giugno.
In pratica: per pagare la bolletta se ne sarebbe andato via tutto uno stipendio. E dire che la giovane abita in un monolocale di 45 metri quadrati, con il riscaldamento a18 gradi.
«La stessa cosa è capitata anche ad alcuni miei vicini. In particolare una ragazza si è trovata una bolletta di 971 euro per 25 metri quadrati circa di appartamento – continua Martinelli che si domanda – Come è possibile che una società municipalizzata possa stimare dei costi così tanto superiori a quelli effettivi? Mi auguro che ci siano delle migliorie nel sistema perché ricevere una bolletta così, in un periodo di difficoltà economica come questo, può davvero creare tensione all’interno di una famiglia. Ho parlato con altri giovani in coda all’Aspem che, aperta la bolletta, pensavano già di dover lasciar casa e tornare a vivere da mamma e papà. Detto ciò non dimenticherò mai più di comunicare la lettura del contatore».
Su 37 mila bollette inviate nel comune di Varese, 179 sono state contestate e rettificate all’autorità energie elettrica e gas. «La percentuale è dello 0,48%, in linea con tutti gli altri anni, quindi non ci sono anomalie, anzi siamo sotto l’1%, il che è positivo» spiega responsabile commerciale di Aspem energia.
Il tecnico spiega che le bollette “pazze” derivano da una stima di lettura del gas fatta da Aspem sulla base dell’andamento climatico del periodo e del consumo storico. Aspem deve ricorrere a tale stima quando i clienti non comunicano la lettura del contatore. Tanto è che si sta pensando di mettere a punto un sistema per “richiamare all’ordine” i clienti con un sms.
Una volta il compito della lettura del contatore era affidato a personale specializzato. Poi, sette anni fa, l’autorità ha diminuito il numero delle letture effettive a due all’anno.
Ma come mai le bollette riportano un consumo tanto superiore rispetto a quello effettivo? «Può capitare che gli utenti si allontanino da casa per mesi e che spendano il riscaldamento senza comunicarlo. O che utilizzino una stufa a pellet per abbassare i costi» conclude.
Comunque sia, chi si dovesse trovare tra le mani una bolletta pazza non deve fare altro che recarsi negli uffici di Aspem con la lettura del contatore.
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