VARESE Imperativo: mantenere la calma. Il campionato di Varese non finiva a Montegranaro, non è il caso di andare fuori giri per una sconfitta che, vista la situazione, era praticamente inevitabile. La Cimberio ha provato a resistere finché ne ha avuto, poi ha alzato bandiera bianca contro una squadra che era obbligata a vincere per uscire da una crisi che stava facendo stortare il naso a tanta gente, giù nelle Marche.Bisogna sforzarsi di non guardare i numeri, evitare di contare le bombe arrivate sulla testa di una difesa dalla coperta troppo corta per funzionare, ignorare quel numero enorme di rimbalzi che Montegranaro ha catturato contro i lungi varesini, non badare a quei trenta punti di scarto che sono tanti e fanno male.Domenica prossima arriva Cantù: la partita giusta al momento giusto,
perché per rialzarsi dal fango ci vogliono grandi avversari. Una partita da vincere, punto. Da vincere per svoltare il campionato e confermare una classifica comunque bella (Varese è lì a metà: si sarebbe firmato, in estate, per una classifica del genere), da vincere per tornare a respirare e far pace con il suo mondo.Davanti ci sono sette giorni per preparare la sfida più importante: quello che serve a una squadra che ha bisogno di tempo per ritrovarsi. E di ritrovare i suoi uomini migliori, con Rannikko del quale non si può fare a meno e quel Thomas dal quale si attendono risposte. Perché dopo due anni di acciacchi e mezzi infortuni, è ora di capire se è ancora possibile puntare su di lui, per un campionato ancora tutto da giocare.Francesco Caielli
e.romano
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