– L’anniversario della morte di Salvatore Furia, il fondatore dell’osservatorio astronomico del Campo dei Fiori, cade il 12 agosto, proprio quando tutti guardano il cielo per vedere il passaggio delle Perseidi ed esprimere desideri. «Il mio, tra i tanti, è che continui a essere trasmessa con vigore e passione, di generazione in generazione, l’importanza del credere ai sogni» dice , ricordando il padre e la sua tenacia. Sono ormai trascorsi cinque anni dalla scomparsa del professor Furia. «Il tempo passa, la mancanza si trasforma in un dialogo» spiega Massimo. Tra i tanti ricordi, ce n’è uno in particolare. «Avevo circa 10 anni. Mi trovavo all’osservatorio con un
gruppo di volontari, tra cui penso che ci fossero anche e (rispettivamente attuale ed ex presidente della società Schiaparelli, ndr). Era una nottata di inverno, c’era la neve».In piena notte il gruppo si è messo a camminare dall’osservatorio fino alla vetta opposta. «Salimmo sulla vetta in attesa di veder sorgere il sole. Forse è stata la prima alba che ho visto in tutta la mia vita. È stato l’episodio più emozionante che posso ricordare – ricorda oggi massimo – Non saprei ripetere le parole di mio padre in quegli istanti. Ma da quel momento per me l’alba è stata sinonimo di rinascita, di vita che ricomincia».













