«Dormivo al binario 5 della stazione Gli Angeli mi hanno ridato la vita»

«Dormivo al binario 5 della stazione
Gli Angeli mi hanno ridato la vita»

Si chiama Virgilio, nome di strada “il Clown” ha 47 anni e, fino allo scorso anno, dormiva al binario 5 della stazione delle Ferrovie dello Stato.

Quella de “il Clown” è una storia di riscatto: da clochard in stazione a volontario tra gli ultimi. Sì, perché Virgilio ora è un volontario degli Angeli Urbani. Un uomo di grande dignità, che non nasconde il suo passato, ma la vita in strada per lui è un’esperienza finita. Una famiglia difficile e una compagna malata l’hanno portato a vagabondare per diversi mesi.

All’inizio viveva in un’auto abbandonata, prestata da un amico. Prima di finire in strada, il Clown era un operaio specializzato in Svizzera. «Lavoravo in Svizzera e convivevo con la mia ex compagna – racconta – Avevamo la nostra casetta e ogni mese pagavamo il mutuo». Poi, il tracollo.

Così, il Clown ha dovuto imparare la legge della strada. «La vita del senza tetto è dura, non hai un posto dove stare al caldo quando piove e quando fa freddo». Dovendo sopravvivere, Virgilio ha iniziato a frequentare le suore di via Luini per un pasto caldo a cena e il presidio degli Angeli Urbani per abiti puliti e una voce amica. «Ho iniziato a venire al presidio degli Angeli Urbani sempre più spesso e davo una mano a distribuire i pacchi di cibo e i vestiti».

Finché, un giorno, un volontario ha lasciato l’associazione. «Il presidente dell’associazione, , mi ha chiesto se mi andava di diventare un volontario. Ho accettato subito: aiutare la gente è una cosa che mi riempie il cuore, lo faccio con passione». 

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