Stalker in rosa a processo: per due anni avrebbe perseguitato l’ex marito, la nuova compagna di lui e i familiari di quest’ultima. La donna, secondo l’accusa, avrebbe agito incapace prima di accettare il rifiuto dell’ex, quindi accecata dalla gelosia perché quest’ultimo si era rifatto una vita dopo la separazione.
E se gli atti persecutori nel 90% dei casi vedono uomini nei panni di stalker, la percentuale di donne che si trasformano in aguzzine è in crescita: un incremento del 2% ogni anno in provincia.
Pochi casi, per ora, ma emblematici: tanto più che una donna, ed è accaduto nella nostra provincia, a Saronno, riesce a concepire di perseguitare anche un figlio, fatto mai registrato nel nostro territorio con un uomo protagonista.
Ieri mattina, in ogni caso, l’apertura dell’istruttoria: pochi minuti, poi il rinvio al 12 febbraio 2014, quando la vicenda processuale entrerà nel vivo. Lei, professionista di mezza età, lui, anche, entrambi di Varese.
L’amore finisce all’improvviso: i due hanno una relazione lunga e appassionata. Poi arrivano i dissapori, i litigi, il rapporto si sfalda: è il 2011. Per ragioni molteplici: il tempo, la difficoltà di costruire una vera vita in comune. Dettagli personali che durante il processo non emergeranno. Ma che sono lì. I due si lasciano: o meglio lui decide di chiudere la storia. Una decisione sofferta, certamente, ma definitiva. Ed è a questo punto che lei perde la testa, soprattutto quando scopre che lui ha un’altra.
In questo clima da incubo ci finiscono anche i genitori della malcapitata: anche loro vengono perseguitati.
Svegliati di notte da chiamate di insulto nei confronti della figlia. È la goccia che fa traboccare: scatta la denuncia. La stalker nega ogni accusa: ma viene rinviata a giudizio. Il 12 febbraio saranno depositati gli elenchi prove e la lista testi.
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