La Luino-Gallarate si adegua all’Alptransit con i soldi della Confederazione Elvetica: a Berna la firma dell’accordo che ufficializza il finanziamento a fondo perduto da 120 milioni di euro da parte del governo svizzero per le opere sul versante italiano finalizzate alla realizzazione del “corridoio da quattro metri” sulla ferrovia che corre lungo il lago.
Entro il 2017 verranno ridisegnate le sagome delle gallerie per consentire il transito dei semirimorchi da quattro metri che percorreranno la nuova galleria di base del Gottardo.
«Non è un regalo» ci ha tenuto a chiarirlo subito il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi dopo la firma dell’intesa, ammettendo come gli investimenti sul lato Luino fossero «più strategici» per la Svizzera che non per l’Italia.
Che, infatti, con Rfi metterà sul piatto 40 milioni di euro destinati al potenziamento della Milano-Chiasso e alla realizzazione di un nuovo terminal intermodale nella zona milanese.
«La linea di Luino riveste una grande importanza per la politica elvetica di trasferimento del traffico, visto che collega i terminal di Busto Arsizio, gestiti dall’azienda svizzera Hupac» fa notare la consigliera federale Doris Leuthard, “ministro dei trasporti” della Confederazione.In effetti i 150 milioni di franchi (120 milioni di euro) che la Svizzera mette a disposizione a fondo perduto per le opere che verranno realizzate da Rfi, con «contributi scaglionati all’avanzamento dei lavori», oltre ad essere molti meno dei 280 milioni che erano stati preventivati da Berna, rappresentano un affare per la Confederazione.
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