Andrea Brambilla, in arte Zuzzurro, voleva per la sua Varese un teatro nuovo. Se n’è andato giovedì notte all’età di 67 anni a causa di un tumore al polmone, Zuzzurro, che era nato a Varese il 21 agosto 1946.
L’amore per il teatro c’è stato fino a poche ore prima della sua morte, come ha raccontato , alias Gaspare, da quasi 40 anni insieme sulla scena dello spettacolo italiano. Nel pomeriggio di giovedì, infatti, ancora progettava di tornare al più presto in scena, ma non è andata così.
A Varese lo legava la nascita e la scelta anche il figlio Riccardo venisse alla luce al Del Ponte in virtù di una lunga amicizia con il professor , primario di Neonatologia.
Forte legame con il Del Ponte
Un affetto che Andrea aveva concretizzato con gesti di generosità nei confronti dell’ospedale anche legandovi le raccolte fondi degli spettacoli varesini. Così non mancava mai una tappa nella città giardino per le tournèe teatrali.
«Siamo sempre venuti a Varese con tutte le nostre commedie. Io e mio figlio siamo nati per diverse circostanze a Varese, anche se poi dopo poco ci siamo trasferiti a Milano. Il pubblico varesino mi piace perché ha la disponibilità ad accettare le cose belle, le ama e le segue. Ci seguono e mi auguro che questa voglia, questo desiderio e intelligenza a sostenere un’arte come quella del teatro non sia solo del pubblico, ma anche dell’amministrazione comunale. Il teatro di Varese è da parecchi anni che è provvisorio», aveva raccontato al nostro giornale presentando l’appuntamento varesino del 2011 con
È così, per la sua Varese avrebbe voluto un teatro vero perché se lo merita.«Veri attori, uomini, e soprattutto professionisti ne nascono pochi, uno di questi è , ed era nato a Varese – dice il direttore del Teatro di Varese, – Non potrò mai dimenticare quando, ospite con il suo “socio” Gaspare, si ruppe il riscaldamento, e lui non volle rinunciare ad andare in scena. Uscì in proscenio e chiese al pubblico se voleva assistere lo stesso allo spettacolo con sciarpe e cappelli, la risposta fu un entusiasmante applauso! Fu un grande. Gli dissi: “In sala si gela”. E lui mi disse: “Noi recitiamo anche sotto zero, se gli spettatori vogliono si va in scena”. Straordinario uomo di teatro!».
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