«Equitalia? Strozzinaggio». A sostenerlo non erano ieri mattina i manifestanti del Movimento 9 dicembre in presidio davanti alla sede di Varese dell’Agenzia, ma chi incappava in loro dovendo andare proprio da Equitalia, munito di cartella, per pagare o protestare.
Il più delle volte per protestare. «Guardi qui – spiega un ragazzo trafelato – Equitalia sostiene che io non ho pagato il bollo dell’auto. Uno sbaglio. E io penso: può capitare. Ho la ricevuta vado e sistemo tutto». E invece no. «La ricevuta non basta – racconta l’utente insoddisfatto – Mi hanno appena spiegato che devo ripagare il bollo già versato, ma ovviamente maggiorato degli interessi. Quindi facciamo due conti: io ho regolarmente pagato 290 euro».
«Ora qui mi dicono che ne devo versare 346, per via degli interessi, appunto, e che poi potrò rivalermi per farmi restituire quello che io non avrei dovuto versare«. Ci vorranno mesi. «Forse anni – racconta il ragazzo – Nel frattempo questa gente ha incassato 600 euro. Qui fanno benissimo a protestare».
L’impressione è che ieri mattina il movimento abbia scelto bene il luogo dove manifestare. Se al presidio sul ponte di Vedano c’era stata qualche frizione, davanti ad Equitalia è stato un tripudio di consensi.
«Ho preso il volantino – racconta un anziano – Non condivido tutto. Ma chi dice chiaramente che Equitalia danneggia i cittadini è amico mio». Su 30 persone fermate, 28 rispondevano in questo modo. Alla richiesta di nome e cognome, però, gli sguardi si abbassavano. «Guardi no – era l’unanime coro – Nome e cognome no». Paura di Equitalia? «Visto come gestiscono il servizio non mi stupirei di vedermi rifiutare una rateizzazione». «Guardi cosa è capitato a me – torna alla carica l’anziano di qualche istante prima – Qui c’è un errore grossolano su quanto devo versare. Quest’errore mi costerà undicimila euro che io non ho. Qui è un attimo: ritardi il pagamento di un mese e ti ritrovi la cifra triplicata. È completamente assurdo».
Storie di ordinaria Equitalia. «Purtroppo sì – spiega , avvocato del foro di Varese – Ho decine di assistiti in queste condizioni. E quello che asserisco io adesso in questo momento potrebbero farlo centinaia di miei colleghi in tutta Italia».
Alcuni esempi: «Partiamo dal piccolo – racconta Pelli – Per arrivare al gigantesco. Un mio assistito ha ricevuto una cartella esattoriale del valore di 200 euro. In settimane di richieste di chiarimento continue non è mai stato chiarito a cosa quella cartella si riferisse. Una cartella “fantasma”, per così dire. Ma reale in quanto agli atti».
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