Expo e turismo: adesso c’è ottimismo

L’osservatorio Travel fa il quadro degli arrivi in Lombardia e nel Varesotto: l’autunno chiude in negativo. Bene le previsioni in vista dell’Esposizione Universale. Sulla provincia puntano europei, russi e italiani

– Al momento il turismo nella nostra regione e nella nostra provincia va così e così. Ma l’effetto Expo fa ben sperare e le prospettive sono ottimistiche: secondo i dati campionari rilevati da Travel, l’Osservatorio turistico coordinato dal Cerst (Centro di ricerca per lo sviluppo del territorio) dell’università Liuc in collaborazione con Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia «l’effetto attivazione di Expo sta prendendo corpo».
Si parla di 3,2 milioni di pernottamenti già venduti in Lombardia per il periodo maggio-ottobre 2015, «con una prevalenza di provenienze dall’area Euro, dall’Europa dell’est, dalla Cina e dal Giappone, e una scarsa incidenza dei Nord Americani, come noto, ancora relativamente “freddi” rispetto alla manifestazione».

Ma andiamo con ordine: secondo il bilancio di Travel la stagione autunnale 2014 in Lombardia ha fatto registrare un calo sia del numero di visitatori (-1,8%), sia dei pernottamenti venduti (-2,6%).
Ma si sa: in autunno la gente si muove meno che nel resto dell’anno. È però andata peggio nella nostra provincia: in calo del 4,6% i visitatori e del 5,8% i pernottamenti. Dunque meno persone e minore il tempo di permanenza.
«Pesa il quadro congiunturale negativo – spiega l’Osservatorio – che ha inciso sulla domanda estera di tipo business, nonostante il lieve indebolimento dell’Euro e la lieve deflazione diano un contributo favorevole alla competitività. E con l’avvicinarsi di Expo non sono totalmente da escludersi effetti di differimento temporale di soggiorni e viaggi che abbiano la Lombardia come destinazione». In pratica le prenotazioni e l’attenzione dei visitatori si è spostata di qualche mese in avanti, quando i turisti arriveranno a Milano e sul nostro territorio in occasione del grande evento.
Buone, però, le previsioni: il sentiment comune è positivo. Gli operatori sentono che Expo porterà lavoro: «Il recupero di fiducia delle imprese della ricettività si ripropone con maggior forza, delineando un vero e proprio trend». E i dati evidenziano un ottimismo più evidente anche a Varese.

Merito anche dei circa 3,2 milioni di pernottamenti già venduti per il periodo di Expo. Tanti gli stranieri in arrivo: il mercato nazionale e quello dell’area Euro pesano per il 68% circa, in crescita le richieste da Russia ed Europa dell’est (12,4%), dalla Cina (6,6%) e dal Giappone (4,3%). Nella nostra provincia il 32% delle prenotazioni per Expo arriva dall’Italia, il 48% dall’area Euro, il 4% dalla Cina e ben il 16%, percentuale più alta dell’intera Lombardia, arriva dalla Russia e dall’Est.
E se con Expo arriverà qualche buona occasione d’affari per le imprese del turismo lombarde, vi sono profonde differenze territoriali nell’approccio all’evento: «Alcune destinazioni percepiscono se stesse come periferiche e seguono strategie di prezzo Expo-oriented di basso profilo, altre invece consapevoli del loro posizionamento “core” perseguono comportamenti di mercato più aggressivi» spiega lo studio.
«Anche le nostre imprese finalmente si allineano ai trend internazionali della ricettività e si avvicinano a strategie di diversificazione del prezzo, sia rispetto al target di clientela, sia e soprattutto rispetto alla gamma dei servizi offerti (servizio base a prezzo base e menù di servizi aggiuntivi acquistabili a gettone)».