– «Il prossimo sindaco sarà della Lega. Noblesse oblige». , governatore della Regione, non ha dubbi sul futuro sindaco: sarà leghista perché «è tradizione». Il tema è già stato discusso con Forza Italia. «Ne ho parlato proprio l’altro giorno con Forza Italia – conferma Maroni – Io sono per fare l’alleanza dappertutto. Con l’eccezione di Varese, che deve essere della Lega. Se poi
ci dicono sì, bisogna trovare la persona, ma qualche idea io ce l’ho». Il nome del candidato sindaco leghista resta top secret. Ieri al via della trentottesima fiera di Varese – che rimarrà alla Schiranna fino a domenica prossima – non si parlava d’altro. Ma nessuno, neanche il deputato e , capo dell’assessorato alla famiglia in Regione, era disposto ad anticipare nulla.
Intanto , inaugurava ancora una folta la Fiera, definendola «il simbolo di una città che lotta». L’organizzazione quest’anno è passata a Chocolat Pubblicità, società di Busto Arsizio. Gli espositori sono 146, 50 più dello scorso anno, l’80 per cento del territorio.
«Questo dimostra che Varese è in prima fila quando c’è da tirar fuori i muscoli e ripartire – ha detto Fontana – C’è il coraggio e la voglia di superare le avversità. La fiera è importante per l’economia ed è una festa popolare, avvicina la gente e gli imprenditori».
La fiera di Varese è campionaria nel «dna», quindi conferma il suo format originario. I contenuti si declinano su quattro filoni: il commercio, il food, i bambini e lo sport (la fiera è contemporanea al Grand Prix di Volo a Vela). Il target è la famiglia. Maroni vede nella fiera due orizzonti.
Il primo ha a che fare con le imprese, che sono vere e proprie eccellenze del territorio. Tanto è vero che l’Unione Europea ha stanziato un miliardo in cinque anni per sostenerle nell’innovazione, il 50 per cento in più dello scorso anno.
Il secondo orizzonte, invece, è il turismo: «La Lombardia è nota per essere la Regione più industriosa, con le fabbriche, i capannoni, sciur Brambilla, la nebbia che c’era e che ora non c’è più. È la Ragione che produce un quarto del prodotto interno lordo italiano. Ma la Lombardia è anche la regione che ha il record di siti Unesco, quattro in provincia di Varese».
«È una ragione che deve investire molto di più sul turismo, ed è quello che intendo fare coinvolgendo le Camera di Commercio e tutti coloro che hanno qualcosa da proporre per valorizzare l’arte, la cultura e la bellezza naturale che abbiamo – continua Maroni – Tutto questo avviene in fiera che, piccola o grande che sia, rappresenta le eccellenze del territorio. Noi vogliamo che tutti siano consapevoli delle potenzialità del nostro territorio, perché questo è quello che serve alle imprese e ai cittadini».
Il desiderio di Maroni è di veder crescere questo evento, che è uno «spazio di socialità», ma non solo. «Quella di Varese è una fiera fortemente integrata sul territorio e che valorizza Varese – conclude il governatore – La vogliamo sviluppare perché ha un contenuto importante. Va inserita ancora di più nel circuito delle fiere regionali e
non solo. Expo terminerà il 31 ottobre, ma questa fiera continuerà anche il prossimo anno. La società Fiera Milano, con le relazioni internazionali che ha, può dare un contributo importante». , vicepresidente di Villa Recalcati, fa un richiamo alla concretezza: «Questa fiera non deve essere una passerella, ma un luogo dove la politica interloquisce con le imprese».













