High tech, donne e welfare in azienda E il lavoro del futuro è l’industria 4.0

In un’indagine di Confindustria Lombardia e Liuc la rivoluzione dopo la grande crisi. Ribolla: «La strada delle aziende manifatturiere è giusta. Ma servono risorse umane»

Più high tech, più donne nei posti-chiave e più welfare aziendale: ecco come cambia il lavoro in Lombardia. «Il prossimo passo è l’industria 4.0. Servono investimenti, anche in risorse umane high-skilled, e una regia pubblico-privata». A disegnare questo quadro è il presidente di Confindustria Lombardia, il varesino , già numero uno di Univa in passato, che commenta le prime risultanze dell’indagine “Il lavoro in Lombardia”, curata dal Centro studi di Confindustria Lombardia in collaborazione con l’Università Cattaneo di Castellanza.

Un’indagine condotta su un campione di 1.430 imprese (per oltre 213mila addetti), rappresentativo di tutte le province lombarde, in base al peso produttivo di ciascuna. Da questo punto di vista, Varese ha “contribuito” fornendo quasi una su dieci (il 9,6%) delle imprese interpellate per condurre l’indagine. Il report sfata molti miti a proposito del manifatturiero, che è sempre meno legato al vecchio concetto di “fabbrica” e sempre più in evoluzione verso la tecnologia. È vero che l’analisi parla di «un anno sospeso, di attesa», ma i segnali più ottimistici arrivano dalle imprese che operano nei settori a medio-alta e alta tecnologia.