I baristi in città tengono gli affari E la legge anti-slot è a rischio flop

La legge contro il gioco d’azzardo approvata dal Pirellone, non convince i titolari di bar che hanno al loro interno le slot machine. Troppo redditizie per decidere di toglierle, anche a fronte di sgravi fiscali. Ma la Regione ci guadagnerà ugualmente.

La legge lombarda è una delle più avanzate tra quelle approvate dalle regioni italiane. Lo stesso ha commentato entusiasta l’esito del voto in aula a Palazzo Lombardia: «Ora il Parlamento prenda esempio dalla noi. Siamo ancora una volta all’avanguardia nella tutela delle famiglie».

Peccato che i titolari di bar e tabaccai che possiedono le famose slot non siano completamente d’accordo. Concordano sul fatto che sia un segnale importante da parte dell’amministrazione regionale contro il gioco d’azzardo, ma un po’ debole. Gli incentivi/disincentivi fiscali sono ancora lontani dalle cifre che fruttano le macchinette.

La legge prevede infatti un aggravio dello 0,92 per cento sull’Irap per i bar con slot machine e uno sconto della stessa misura per chi invece decide di eliminarle dal proprio locale.

Una sorta di tassa di scopo che dovrebbe fruttare alle casse del Pirellone circa quattro milioni di euro, che saranno destinati alla cura delle dipendenze da ludopatie.

Patologie che a questo punto saranno destinate ad aumentare visto che la maggior porte dei titolari di locali preferisce pagare di più che eliminare le macchinette. «Sta propri qui il punto – concordano i titolari del bar “La Bussola” e “Vitamina C”, e – Se si voleva limitare il proliferare delle macchinette e combattere le ludopatie, allora lo sgravio fiscale doveva essere più alto e conveniente. Stesso discorso per l’aggravio. È talmente minimo rispetto ai ricavi che abbiano, che non sarà un deterrente efficace per nessuno. Piuttosto le vietino del tutto».

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