Iadonisi: «Pane e politica nel nome di zia Olga»

BUSTO ARSIZIO «C’è bisogno di un ricambio generazionale». Tocca a Francesco Iadonisi, che inizia la gavetta della politica con l’ambizione di innovare lo scenario. Lo manda zia Olga Boni, storico assessore Dc, che pure è stata «la prima a stupirsi» della fulminea carriera politica del nipote, in due anni prima segretario Udc e poi candidato sindaco. «Adesso aspettiamo Casini, in arrivo a Busto per darci la carica per la campagna elettorale». Settimana prossima, forse.

LA GAVETTA
Nato a Busto Arsizio da padre campano, impiegato nel settore meccanico, e madre bustocca, casalinga, il 42enne Francesco Iadonisi è uno che partendo dalla gavetta ha raggiunto una posizione di rilievo, quella di responsabile del personale e dell’organizzazione aziendale in una primaria azienda meccanotessile. Diplomato perito meccanico, ha iniziato la gavetta nella Luigi Bandera, prima nell’officina e poi negli uffici. Nel frattempo ha conseguito «per passione» un altro diploma, quello di geometra, frequentando le scuole serali e provando la difficile vita dello studente-lavoratore. Dal 2000 il passaggio nell’attuale azienda. «Il mio cruccio è quello di non aver conseguito la laurea – ammette Iadonisi – ho raggiunto determinati traguardi grazie ad un percorso professionale partito dalla gavetta, oggi forse è impensabile». Ora lo stesso percorso prova a ripeterlo in politica.

IL SANGUEChe per certi versi gli scorre nelle vene, per via del legame con sua zia Olga Boni, storico assessore ai Servizi sociali ai tempi della Dc. «Ho vissuto la politica in famiglia da sempre, facendo militanza nelle campagne elettorali per mia zia Olga o per Paolo Caccia, ma su suo consiglio sono sempre rimasto spettatore esterno – racconta Iadonisi – quando finalmente l’ho convinta che era giunto il momento di partecipare attivamente in prima persona nell’Udc, sono capitato nella riunione in cui il gruppo dirigente del partito (in testa l’ex segretario

Giuseppe Zingale e il consigliere Enrico Salomi, ndr) ratificava il passaggio con Raffaele Cattaneo e con il Pdl». Esordio traumatico. «Un’esperienza che mi ha spiazzato – ammette – poi i vertici Udc mi hanno chiesto se me la sentivo di ricostruire la sezione di Busto Arsizio. Un sogno che si avverava, entrare in politica con idee innovative e senza stare all’ombra di altri». Accanto a lui, anche se «rimasto indietro un passo, e difficilmente altri lo avrebbero fatto», un politico navigato come Francesco Landoni, già assessore Dc, che gli fa da chioccia.

ARIA NUOVA
Ora, dopo il tira e molla con il centrodestra, la candidatura a sindaco. «Progetto nuovo con idee e gente nuova, solo Enrico Tacchi ha già esperienze in consiglio – descrive la nuova avventura Iadonisi – è vero, siamo neofiti ma non è un problema, anzi visto che la politica ha toccato il fondo, un ricambio generazionale serve». Non facile, lo ammette, l’esordio nel confronto in Comunità Giovanile: «Ho preso le misure, ma non parlo in politichese. Non voglio adattarmi alle logiche di palazzo, ma cambiare le regole. La nostra campagna è fatta di pochi gazebo e tanto porta a porta, se sarò eletto i gazebo li farò ogni tre mesi, per ascoltare i cittadini e metterci la faccia».
Andrea Aliverti

m.lualdi

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