Il dramma e i dubbi sulla dinamica

Roberto Marabini, zio giornalista di Marco Fiori, cerca la verità. «Nessuna frenata e solchi sull’asfalto. Così si aprono nuovi scenari»

– E se la dinamica dell’incidente avvenuto martedì 25 agosto a Nardò, quello in cui hanno perso la vita(22 anni) e (20 anni), non fosse quella ipotizzata fino ad oggi? È ancora , giornalista e zio di Marco, a portare l’attenzione su alcuni particolari alla luce dei quali il sinistro potrebbe essere ricostruito in modo diverso. Fino ad oggi, infatti, si è ipotizzato che i ragazzi imboccassero la

provinciale 112 dalla via Arturo Santo. La Peugeot 3008 su cui erano a bordo avrebbe bruciato uno stop finendo sulla provinciale, dove un dell’Iveco Trakker li avrebbe travolti. Ma se non fosse andata così? «Sull’asfalto si vedono chiaramente due solchi, segnano il luogo e il momento dell’impatto – dice Marabini, allegando una fotografia – Non c’è nessuna frenata. Il mezzo pesante, di conseguenza, ha investito e schiacciato l’auto».

«I mozzi delle ruote si sono rotti e hanno lasciato il solco. L’impatto è avvenuto ben oltre l’immaginaria (immaginaria perché non c’è segnaletica orizzontale, ndr) linea di mezzeria della strada provinciale. In altre parole, l’auto su cui viaggiavano i ragazzi avevano già attraversato la strada al momento dell’incidente: la ruota destra era già oltre l’incrocio».
Secondo Marabini, questo particolare potrebbe cambiare tutto: perché, con la nuova ricostruzione, si apre l’ipotesi – tutta da dimostrare ma già all’attenzione del magistrato – che sia stato l’autista del mezzo pesante a travolgere i giovani e non i giovani a invadere la traiettoria del camion.
E poi c’è un altro particolare. «La Peugeot 3008 su cui viaggiavano i ragazzi è omologata per cinque posti. Lo sappiamo perché ci hanno mostrato in via informale il libretto di circolazione»continua lo zio di Marco.

«Eppure, i ragazzi avevano tutti esultato e inviato messaggi rassicuranti ai genitori del tipo: “Ci hanno trovato una cinque+due”. Non sappiamo se i ragazzi fossero consapevoli che, invece, la macchina era a cinque posti. È però un dato di fatto che per dieci giorni mio cognato e un altro papà avevano cercato un van presso tutti i noleggiatori della zona e d’Italia. Tutti i noleggiatori hanno email e messaggi dove si cerca per questi ragazzi un mezzo con almeno sei posti».
Le precisazioni di Marabini arrivano il giorno dopo la sua proposta di regalare la segnaletica orizzontale all’amministrazione di Nardò.
Una proposta che il sindaco di quel comune, , non ha accolto a braccia aperte, almeno per ora. Marabini incalza: «Il sindaco ha tempo per esprimere qualche proposta per migliorare la sicurezza fino a febbraio, altrimenti fuori dalla Borsa internazionale del turismo metterò uno striscione con scritto: “A Nardò non si fanno le strisce sulle strade, nemmeno se le regalano: noi lì in vacanza non ci andiamo più”».