I varesini non sono tra gli evasori peggiori d’Italia, ma il tax gap, cioè la differenza tra quanto il Fisco si aspetta di incamerare con le tasse e la somma realmente incassata, nel 2011 per la nostra provincia è stato di un miliardo e mezzo di euro.
Certo, sono duecento milioni di euro in meno rispetto al 2009 quando la differenza superò il miliardo e settecento milioni, ma resta comunque una cifra da capogiro.
Lo ha raccontato ieri mattina il direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate, , intervenuto al convegno indetto dallo Spi, il sindacato dei pensionati della Cgil, per riflettere sul rapporto tra evasione fiscale e interventi sociali.
«Sostenere i cittadini»
«Il più delle volte l’evasione non è legata ai grandi patrimoni che vengono nascosti al Fisco – dice Passamonte – ma è causata da errori anche involontari di compilazione dei modelli con cui si pagano le tasse, o in generale di difficoltà incontrate dai cittadini, che sbagliano in buona fede».
« Io stesso sono stato multato per aver sbagliato una dichiarazione dei redditi: un errore ovviamente in buona fede, che mi ha dato ancora di più la motivazione per impegnarmi nel mio lavoro che è, prima di tutto, quello di mettere i cittadini in condizione di pagare le tasse senza errori e senza vedere lo Stato come un nemico che ci vuole fregare».
Recuperare l’evasione fiscale non è un’operazione semplice, racconta Passamonte: «Possiamo, è vero, incrociare i risultati dalle varie banche dati, ma il nostro lavoro è delicato. Farlo senza criterio può causare danni».
Gli strumenti per capire, però, ci sarebbero. Da anni, ormai, i Comuni potrebbero affiancarsi all’Agenzia delle Entrate per aiutare il Fisco a recuperare quanto dovuto. In provincia, però, solo ventotto Comuni su centoquarantuno hanno firmato la convenzione che permetterebbe, tra l’altro, di trattenere il totale della somma recuperata nelle casse degli enti locali.
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