Quando il matrimonio diventa l’occasione per finanziare un progetto di solidarietà e il viaggio di nozze è una missione per testimoniare l’opera sostenuta, allora celebrare l’amore di una coppia si riempie di significato. La pensano così Miriam Negri e Roberto Isella, giovani varesini che si sposeranno ufficialmente in Comune oggi pomeriggio per poi festeggiare l’evento, con un piccolo rito laico, domani, alla Tagliata di Bregazzana.
Tutto ha inizio al termine di un lungo percorso: il cammino di Santiago di Compostela, iniziato dalla coppia nell’estate del 2014, interrotto per vivere un anno di lavoro, di convivenza e di esperienze, alcune personali, di ciascuno, e altre condivise e infine terminato insieme lo scorso 28 luglio.
«Il Cammino ci aveva regalato momenti straordinari e grandi spunti di riflessione, dandoci l’occasione di lavorare singolarmente dentro di noi e di crescere come coppia», scrivono i ragazzi sul blog delle loro nozze soloelinicio.com. «Così alla fine di quel viaggio ho chiesto a Miriam di sposarmi – racconta Roberto – Lei ha accettato e nell’entusiasmo del momento l’unica cosa chiara era che volevamo dare un senso profondo all’esperienza».
«Conviviamo da più di un anno, la casa ha un mutuo, è arredata. Da questo punto di vista, in fondo, non ci serve niente», racconta Miriam. Passa anche da qui la scelta di rivedere la tradizione del matrimonio per trasformarlo in «un momento che parlasse di noi, della nostra idea di comunità».
Ad amici e parenti quindi si è chiesto di condividere l’organizzazione del matrimonio, partecipando ad esempio a cucire l’abito da sposa o a realizzare la festa, chi servendo ai tavoli, chi in cucina, mentre le fedi sono state realizzate fondendo alcuni gioielli d’oro di famiglia (tutto è raccontato e documentato sul blog).
«Noi faremo solo la spesa – raccontano i ragazzi – L’intero ricavato dei regali di nozze sarà devoluto al progetto «Prima le mamme e i bambini», con cui il Cuamm, Medici con l’Africa, mira a ridurre la mortalità di mamme e neonati offrendo loro assistenza gratuita e qualificata durante il parto».
Il primo impegno di Roberto e Miriam sposi sarà, quindi, quello di partire alla volta della Tanzania per consegnare la cifra raccolta direttamente al Cuamm e testimoniare ad amici e parenti, attraverso il blog, l’attività finanziata con le nozze, recandosi personalmente nell’ospedale di Tosamaganga, nel distretto di Iringa.
«Ci siamo chiesti più volte cosa fosse la famiglia per noi – raccontano i ragazzi – è un tema di grande attualità e come coppia dovevamo capire su quali basi iniziare a costruire». E la risposta non poteva essere davvero più chiara di così: «Non c’è famiglia senza condivisione, non c’è famiglia senza apertura responsabile all’altro».
«Sappiamo che non è facile parlare di condivisione ed apertura oggi – spiegano – troppo spesso prevale la paura di quel che ci circonda e non conosciamo o non capiamo, paura che ci venga sottratto ciò che crediamo nostro. Così può sembrare più facile chiudersi, evitare il dialogo, essere diffidenti».
Ma la strada scelta da Roberto e Miriam per la loro famiglia, e per la comunità di amici e parenti in cui crescerà, è proprio un’altra. Lo dimostrano i due ragazzi con il loro matrimonio: «Un punto di partenza solido in cui abbiamo trovato il coraggio di trasformare i nostri pensieri in azioni concrete». Con i nostri migliori auguri.













