– «Io sto bene, ma qui la situazione è davvero drammatica. Il rischio è che il peggio debba ancora arrivare». A parlare è , la giovane varesina di 26 anni da un anno in Nepal come operatrice di Ai.Bi (Amici dei Bambini). L’associazione è presente in Nepal dal 2006 con interventi che si concentrano nella valle di Kathmandu, dove il numero dei bambini a rischio di abbandono e abbandonati è altissimo.
Siamo riusciti a raggiungere Fulvia via skype, ma le comunicazioni con il Nepal al momento sono difficili e instabili. La giovane operatrice era vicina a Kathmandu quando il terremoto ha fatto sobbalzare la terra nepalese lo scorso sabato. «Non mi era mai capitato di sentire una cosa del genere, all’inizio non ho pensato al terremoto ma a dei bombardamenti. La gente gridava – racconta – e il pavimento dondolava come se si fosse sull’acqua. Io e gli altri dieci operatori abbiamo dormito in strada dove si erano riversate tantissime famiglie in cerca di un luogo sicuro per i propri figli. È stata una notte terribile, una notte di paura».













