«Il rock diventi patrimonio Unesco»

«Il rock diventi patrimonio Unesco»
Pino Tuscano, sanfermino, lancia la petizione per il riconoscimento di patrimonio dell’umanità: «È un sassolino ma spero in una valanga di adesioni». Tra i sostenitori anche il mitico Bobby Solo

– «Il Rock’n roll patrimonio dell’umanità». L’iniziativa parte da San Fermo ed è già stata presentata a Milano, sabato scorso, con un testimonial d’eccezione: , tra i primi rocker italiani.
«É arrivato il momento di accogliere la musica tra i beni comuni e i valori tutelati dalle istituzioni pubbliche» spiega quel vulcano di idee che è , residente a San Fermo da una vita e promotore di questa iniziativa.

Qualche anno fa è stato il Tango il primo genere musicale ad essere ufficialmente riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’umanità.
«In quel caso ci sono voluti anni e la diretta iniziativa di ben due Paesi, Argentina e Uruguay, oltre a centinaia di associazioni e milioni di cittadini che hanno sostenuto la campagna necessaria a ottenere il risultato», racconta Tuscano.
«Il rock’n roll in realtà è nato negli Stati Uniti, e forse sarebbe stato meglio se l’iniziativa per riconoscerne il valore a livello internazionale fosse partita da Memphis, per esempio», aggiunge il promotore, facendo chiaro riferimento al Re, di cui è grande estimatore e cui ha dedicato a febbraio una conferenza dal intitolata “Il re è vivo”.

Il sasso è stato lanciato. Si tratta della lettera che accompagna la richiesta di riconoscimento del rock’n roll come patrimonio dell’Umanità e che dovrà essere valuta dalla responsabile italiana dell’Unesco.
«La speranza è che attorno a questo sassolino si scateni una valanga di adesioni, da parte di associazioni e di singoli cittadini appassionati al genere», spiega Tuscano che sul territorio punta a coinvolgere innanzitutto il Cavedio, con cui collabora da anni per l’organizzazione del Festival del Rock’n roll di Varese.
La presentazione ufficiale dell’iniziativa, sabato scorso, è stata però ospitata dal capoluogo meneghino, in occasione del concerto di Bobby Solo, organizzato dal Dopo lavoro ferroviario di Milano (di cui Tuscano è presidente) alla Balera dell’Ortica.
Ad aprire le danze, neanche a dirlo, un ragazzo nato e cresciuto a San Fermo: , con il suo gruppo “Carmen et les Papillons”, già molto noto in città. Ma è stato il contributo di Bobby Solo a lanciare l’iniziativa: «Il rock’n roll ha avuto un ruolo importante, anche nell’abbattere le barriere razziali», ha dichiarato la star durante la serata.

«Non solo – aggiunge Tuscano – Il rock’n roll è stato fondamentale per guidare l’Italia post bellica fuori dal suo piccolo mondo antico e oggi, un traino dal punto di vista economico, sociale e culturale che potrebbe ancora svolgere, con un debito riconoscimento da parte delle istituzioni».
Arrivare all’Unesco: il progetto è ambizioso, ma Tuscano (volto noto del Pd cittadino di cui è oggi responsabile comunicazione) non si lascia scoraggiare. Il rock è sempre stata la sua passione.
A testimoniarlo il nome della figlia ,(in omaggio a White Riot, la canzone dei Clash, uno dei suoi gruppi preferiti assieme ai Sex Pistols) e un anello con il teschio «uguale a quello di , il chitarrista dei Rolling Stones – assicura – solo che il suo vale un sacco di soldi, il mio l’ho comprato per pochi euro alla Fiera di Sinigallia».

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