di Andrea ConfalonieriChi esalta o scopre il Varese soltanto per il record europeo di 45 partite casalinghe senza sconfitte lo fa per sensazionalismo fine a se stesso. Per superficialità o convenienza e non perché crede davvero, profondamente, in questa squadra. Non è questo il segreto dei biancorossi che sarebbero comunque al quarto posto anche se avessero perso una gara casalinga in più e ne avessere vinta almeno una fuori (a Portogruaro o ad Ascoli dove avrebbero potuto farlo). Il segreto, se esiste, è rappresentato da sconfitte come quella di Frosinone, quando dopo ogni palla gol fallita, la squadra continuava a giocare e a crearne un’altra, un’altra e un’altra ancora senza abbassare di un millimetro la testa o sgonfiare la fede nella propria identità. Il segreto è nello sciagurato secondo tempo contro l’Albinoleffe, scalfito nella memoria di ogni giocatore e di Sannino perché da lì in poi, ogni volta, tutti sapevano perfettamente quali errori non ripetere. E nella capacità di reagire alla rasoiate sulla carne con cui Bertani
e Soddimo hanno portato in vantaggio Novara e Pescara a Masnago, perché invece di piegare le ginocchia hanno fatto scattare l’unicità (un misto tra la fame e la sete degli ultimi, l’amicizia del gruppo, la capacità di giocare soprattutto per gli altri) che hanno poi schiacciato gli avversari più di qualunque legge di Masnago. Che esiste, ma non è fatta dal freddo e interminabile elenco di risultati positivi. È fatta da quello che Biagio Cavanna, massaggiatore cieco di Fausto Coppi, una figura al limite della divinità, descrisse così per entrare nella testa del Campionissimo e trasformare ogni grande vittoria o devastante infortunio in un immediato, più grande trionfo: «Ognuno di noi ha un fuoco dentro, una scintilla che può divampare come un incendio o spegnersi sonnecchiando. C’è solo una cosa che ti devi sempre chiedere: la tua fiamma brucia ancora?». È quella fiamma che soltanto Sannino e Sogliano possono vedere e alimentare che farà la differenza, forse quella decisiva, soprattutto il giorno dopo che Masnago sarà caduto.
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