Sono circa 350 le persone in provincia di Varese che ogni anno si sottopongono all’esame “poliscono grafico” perché affetti da apnee notturne: per l’80% di questi pazienti, la causa del manifestarsi di questa patologia è legata al sovrappeso.
All’ospedale di Cuasso esiste da circa dieci anni un ambulatorio, gestito dall’unità operativa di Pneumologia dell’azienda ospedaliera di Varese, dedicato alla diagnosi e alla cura delle apnee notturne.
Si tratta di persone che durante il sonno non respirano per lunghissimi secondi e che soffrono, anche senza saperlo, di un disturbo che li debilita poi nella fase della veglia.
E può capitare che, durante la giornata, abbiano crolli improvvisi e si addormentino da un secondo all’altro. «Per apnea si intende l’assenza del respiro per un periodo superiore ai dieci secondi – spiega, primario di Pneumologia – I pazienti affetti da apnee notturne arrivano anche ad avere 30 o 40 assenza di respiro nell’arco di un’ora. Questo comporta poco ossigeno al cervello e il raggiungimento di una fase del sonno non profonda proprio perché queste apnee comportano continui micro risvegli».
L’attività condotta nel presidio ospedaliero di Cuasso è strutturata come un progetto condiviso dall’Asl tra il 2005 e il 2006 che comprende le aziende ospedaliere di Busto, Gallarate e la Fondazione Maugeri: «C’è un protocollo espressione di un accordo condiviso dall’Asl e sottoscritto da tutti direttori generali delle aziende secondo il quale tutti i pazienti vengono seguiti e trattati nella stessa maniera».
Ma quali sono i sintomi che possono far pensare di essere affetti da apnee notturne? «Stanchezza costante, colpi di sonno durante la giornata, un calo di concentrazione e di memoria, perdita delle prestazioni sessuali e, soprattutto, grandi russate durante la notte».
Una volta giunti a Cuasso, la prima cosa a cui il paziente viene sottoposto è un test che prevede una serie di domande sul comportamento alimentare e lo stile di vita del soggetto. Poi, si procede alla polisonnografia.
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