In seimila per le pietre dei misteri A Varese i fossili ospitano le divinità

In seimila per le pietre dei misteri A Varese i fossili ospitano le divinità

VARESE Lo sapevate che, nella provincia di Varese, si trova una pietra particolare nella quale abitano delle divinità giapponesi? E che, per vedere se un gioiello di ambra è autentico, bisogna passargli sopra un ago scaldato sul fuoco. Se si diffonde odore di incenso, allora è vera ambra.

E lo sapevate che il mitico rubino del Ticino esiste davvero? Queste, e tante altre scoperte, hanno incantato gli oltre seimila visitatori che oggi, domenica 13 novembre, si sono recati a Ville Ponti per la mostra dei fossili e dei minerali organizzata dal centro mineralogico varesino.

Fulcro dell’evento è il vulcanico Ettore Dotti. «Questa mostra riunisce 200 espositori per oltre diecimila fossili – racconta Dotti, che è anche presidente del centro mineralogico – Ci sono espositori originali del Cile, dalla Russia, dall’Ucraina. Collaborano con noi i musei di Malnate, Besano, Venegono, il Rac (la rivista archeologica di Como) e la Rivista mineralogica italiana. Ma il dato più bello è l’entusiasmo dei bimbi che arrivano preparatissimi sui minerali, tanto è vero che quando passano davanti ai banchi dicono “ce l’ho”, “manca”, come se si trattasse di figurine».

Veniamo ora alle curiosità della mostra. Il rubino del Ticino è un gioiello che non ha lo stesso elevato valore di mercato del Rubino del Vietnam o della Tanzania. Curiosando nella mostra, tra uova di dinosauro e zanne di mammut, si trovano anche gioielli di pietra, che se indossati fanno bene alla salute, come quelli di Lorella Zanini.

E poi, curiosità delle curiosità, ci sono le pietre «Suiseki». Ovvero le pietre dell’acqua giapponesi. «Queste pietre dall’aspetto favolistico non si possono né rompere né modificare, altrimenti la divinità cosmica che le abita scappa. Modificarle è come rompere un tempio» spiega Toscano Salvino che le ha trovate in provincia. Guai, però, a chiedergli “dove”. Quella è una domanda che non va mai fatta a chi cerca pietre preziose. «Pietre che, nella maggior parte dei casi, sono loro a scegliere noi. E che portano fortuna a chi vede in loro la bellezza» dice il collezionista Pietro Dell’Olio.
Adriana Morlacchi

s.bartolini

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