– Un patto anti vandali. Questo è quanto il nostro giornale, attraverso il portale web “Segnalaci Varese”, ha messo in campo insieme all’assessorato alla Tutela Ambientale e al Decoro Urbano.
Scarabocchi sui muri, orinatoi a cielo aperto in centro città, danneggiamento dei cestini pubblici e arredi urbani in generale, discariche abusive.
La maleducazione e l’inciviltà costano 1,24 euro a persona. Soldi pagati da tutti, anziani e bambini compresi.
È il calcolo – forse un po’ ottimistico – che abbiamo ottenuto sommando alcune spese che Aspem e Comune sostengono ogni anno per riparare i danni causati dalla disattenzione, dalla maleducazione e dall’inciviltà.
«Servirebbe un po’ più di senso civico da parte di tutti – commenta l’assessore al Decoro Urbano, – Anche da parte di coloro che assistono ad atti di maleducazione».
Se parliamo di maleducazione in generale,l’elenco delle zone più colpite è presto fatto.
«Si parte da piazza del Battistero e vicolo Canonichetta, dove i ragazzini si divertono a imbrattare i muri o a predilige angolini poco illuminati per urinare nel passaggio da un locale all’altro nelle serate del fine settimana». Ma non finisce qui: «Anche le vie più prossime al centro cittadino in senso stretto non se la passano bene: penso ad esempio, a corso Moro e a via Speri della Chiesa».
Chi non ha mai fatto un giro in città di domenica mattina? L’odore di urina, in alcune zone, è sotto il naso di tutti. E gli operatori di Aspem assicurano che non è raro trovare anche feci e vomito in luoghi più o meno appartati. Per ripulire il centro da ciò che resta delle “movida” si usa la “lavaportici”, il cui costo non è quantificabile. Così come non è possibile calcolare quanto si spende per svuotare i getta carte in cui viene buttato di tutto, anche oggetti ingombranti.
Più facile, invece, capire quanto si paga per disincastrare i rifiuti buttati senza criterio nelle isole ecologiche interrate del centro. Aspem dedica a questa mansione un operatore e mezzo: considerando che un lavoratore costa a un’azienda più o meno tremila euro al mese, il mantenimento delle isole ecologiche costa 4.500 euro per ciascuno dei 12 mesi, pari a 54mila euro all’anno.
Cestini con posacenere danneggiati e scribacchiati? Aspem ne sostituisce ogni anno almeno trenta spendendo novemila euro.
Cassonetti dati in pasto alle fiamme da qualche mitomane? Stiamo parlando di quelli verdi, da mille litri di capienza: cambiarne 35 (come già avvenuto quest’anno) costa 7.735 euro. Pensiamo poi a tutti gli arredi urbani che vengono quotidianamente rotti a causa di incidenti o di manovre distratte in auto: aggiustare un semaforo mediamente costa cinquemila euro (abbiamo immaginato una spesa annua di ventimila euro).
Se, invece, parliamo di discariche abusive il fenomeno è presente ai margini della città, nelle zone boschive e poco frequentate lontane da occhi “indiscreti”.
Per togliere le discariche abusive, invece, la Provincia destina al comune mediamente seimila euro all’anno.
Le Gev del Comune, da gennaio a oggi, hanno già fatto qualche centinaio di verbali: in molti casi riescono a trovare il colpevole, imponendogli di ripulire laddove ha sporcato (oltre che a sanzionarlo); in altri è l’ente pubblico che deve mettere mano al portafoglio e, quindi, attingere ai soldi versati da tutti noi contribuenti.
Infatti, non sempre è possibile risalire al “furbetto”. «Sarebbe d’aiuto se tutti i cittadini fossero più attenti a quello che accade intorno a loro – prosegue l’assessore – e, quando assistono a un atteggiamento non consono o incivile, intervenissero filmando o fotografando il maleducato di turno. Questo non significa essere spioni, ma vuol dire che si è attenti e si vuole bene alla propria città».
Per quanto riguarda il centro città, Clerici si dice speranzoso. «Grazie al progetto che il mio assessorato, insieme a quello alla Polizia Locale, sta mettendo in campo per installare videocamere di sorveglianza intelligenti destinate a monitorare i varchi al centro storico, ci consentirà di controllare meglio il territorio e arginare anche questi fenomeni di maleducazione e inciviltà».













