VARESE (a.morl) Ieri mattina una trentina di lavoratori della Induplas si è raccolta in via Ca’ Bassa, davanti all’azienda, per manifestare per il mancato pagamento dello stipendio e della cassa integrazione. «L’azienda, facente parte del gruppo greco Petzetakis, ha fermato da circa 5 mesi la produzione di tubi di plastica. Ed è dal mese di ottobre che 50 lavoratori non prendono lo stipendio – spiega Paolo Guicciardi, di Cgil Filctem – il problema fa capo alla multinazionale Petzetakis, essendo in difficoltà economica, non è in grado di finanziare le normali attività della Induplas. Le notizie che ci arrivano parlano
di una situazione al collasso». I lavoratori si sentono presi in giro. «Ci dicono ogni mese che il 10 del giorno successivo saranno pagati gli stipendi – afferma Walter Ripamonti della Rsu – ma quel giorno non arriva mai». «Fino ad oggi noi lavoratori abbiamo avuto pazienza, lavorando anche gratis pur di conservare il posto di lavoro, ma adesso la situazione sta diventando insostenibile, tanto più se si considera che l’azienda aveva un portafoglio di ordini – racconta Gualtiero Rodighiero, un operaio della produzione – hanno tagliato energia e riscaldamento. E’ chiaro che manca la volontà di riprendere la produzione».
Questa situazione pesa su tutti i lavoratori, ma specialmente su alcuni dipendenti che hanno visto nascere l’azienda, come Giuseppe Riccelli, capoturno con alle spalle 37 anni di servizio e 4 anni per arrivare alla pensione. O come Stefano Sechi che all’interno di quei capannoni ha trascorso 17 anni.
Il presidio si è svolto pacificamente dalle 9.30 in avanti. Su uno striscione c’era scritto “Finanziamento greco = fallimento Italia”. Oggi il sindacato avvierà le azioni legali a salvaguardia delle retribuzioni dei lavoratori. Nella giornata di ieri abbiamo provato a contattare l’amministratore del personale dell’azienda Induplas senza, però, riuscire ad ottenere una dichiarazione. Il personale in azienda, infatti, non risponde al citofono e non apre a nessuno. Le Rsu denunciano anche l’assenza di un manager con cui dialogare.
f.tonghini
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