Industria varesina sempre in stallo La benzina buona si chiama estero

VARESE L’industria varesina si muove lentamente: la benzina che la spinge viene dall’estero, in particolare dalla zona non euro.

Dall’indagine congiunturale di Univa per i primi tre mesi del 2012 emerge ancora una volta lo stallo. Tra ordini e lavoro, non c’è da rallegrarsi. E proprio sulla delicata situazione dal punto di vista dell’occupazione si era pronunciato nei giorni scorsi il presidente dell’Unione Giovanni Brugnoli, sollecitando il governo a rendere più efficace la riforma.

Ci sono settori che alzano un po’ la testa (vedi chimico e farmaceutico), mentre altri non si muovono o scivolano ancora più giù. Molto dipende da dove sono diretti i prodotti varesini: se superano i confini nazionali, si evidenzia un “più”. È chiaro – sottolinea Univa – che per questo motivo, bisogna essere ancora più presenti all’estero, meglio se all’attacco fuori dalla zona euro.

Se si entra nel cuore delle statistiche, il 64% delle imprese varesine intervistate non ha riportato variazioni a livello di produzione rispetto al trimestre precedente. Equamente divisi chi è migliorato e chi è peggiorato: entrambi al 18%. La ricetta si chiama estero, si diceva, ma anche nicchie produttive con il marchio della tecnologia.

È il mercato del lavoro, tuttavia, lo specchio dell’economia ad andamento lento. Se il ricorso alla cassa integrazione guadagni ordinaria si era ridotto nel 2011, in questo primo trimestre riprende a crescere: in tutto 4 milioni e 675 mila ore, autorizzate, per una crescita del 34,6 rispetto ai primi tre mesi del 2011 e del 37,3% se si considera il trimestre precedente. Un aumento che pesa soprattutto nel tessile.

m.lualdi

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