– «Nessuna paura per far rivivere il nostro bel rione». Roberta Toppas, la titolare del bar gelateria Roberta di via Carcano che domenica alle 19.30 ha affrontato e messo in fuga un giovane rapinatore, poi bloccato dalla polizia insieme al complice che faceva da palo, ha ricevuto numerosi attestati di stima.
In tanti, tra i clienti, ieri si sono congratulati con lei per il coraggio dimostrato. «Io sono così di carattere – spiega – Segue le regole e voglio che gli altri le rispettino». Toppas dimostra una certa modestia: «Non parlate del mio gesto di coraggio, non sono stata un’eroina – racconta – Per capire come la penso spiego una cosa. Domenica è il nostro giorno di chiusura ma domenica scorsa abbiamo tenuto aperto perché c’era il mercatino organizzato da rione e commercianti. Una domenica al mese lo facciamo perché il rione deve tornare a vivere. La gente deve poter uscire di casa, fare qualcosa di interessante. È una cosa che fa bene a tutti». Toppas crede nell’iniziativa. «Credo in quello che può far tornare a vivere Biumo Inferiore, il mio rione, dove lavoro da 25 anni e al quale voglio bene. Ma che una bella manifestazione possa essere rovinata da dei piccoli malviventi mi fa arrabbiare. Per questo non ho abbassato la testa. E dovrebbero fare tutti come me».
«Se diciamo vattene a questa gente, se non abbiamo paura, se ci aiutiamo gli uni con gli altri, segnaliamo quello che non va, corriamo quando qualcuno chiede aiuto, vinciamo noi». La tempra è da primo ministro. E Toppas potrebbe mietere consensi. Ieri, tra le strade di Biumo Inferiore, in tanti lamentavano «non proprio problemi di sicurezza, ma comincia a girare gente non proprio raccomandabile».
«Ci sono stati furti nelle abitazioni, soprattutto nella zona di via Garibaldi, furti in qualche negozio», spiegano i residenti. «La signora del bar – spiega, residente – è stata molto coraggiosa. Non so se al suo posto avrei saputo gestire la situazione. Certo abbassare la testa non va bene. Se noi abbassiamo la testa il problema aumenta».
«Ha ragione lei: dobbiamo aiutarci gli uni con gli altri. Segnalare quello che non va alle forze dell’ordine. E se qualcuno grida aiuto dobbiamo intervenire. Certo che se hanno scelto quel bar perché pensavano che una donna da sola fosse facile da sopraffare, hanno proprio sbagliato locale».













