La casa-eco merita il bonus Ecco come approfittarne

Ecobonus, un’occasione da non perdere per la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare esistente. Per tutto il 2014 la detrazione fiscale arriva fino al 65%, spalmabile in dieci anni. Il provvedimento varato con l’ultima legge di stabilità ha già mostrato nella sua vecchia versione (detrazioni al 50%) di avere un formidabile effetto di traino per l’intero settore che ruota attorno alle rinnovabili e alla sostenibilità. Ecco un vademecum per orientarsi nel caso in cui stiate pianificando un intervento di riqualificazione energetica.

L’agevolazione fiscale consiste in detrazioni dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’Ires (Imposta sul reddito delle società) ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.

Le detrazioni sono riconosciute se le spese sono state sostenute per la , il, l’ e la . Le detrazioni, da ripartire in dieci rate annuali di pari importo, sono riconosciute nella misura del 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014 per interventi sulle singole unità immobiliari, oppure dal 6 giugno 2013 al 30 giugno 2015, se l’intervento è effettuato sulle parti comuni degli edifici condominiali, o se riguarda tutte

le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio. Si ridurranno dal 65% al 50% delle spese sostenute dal primo gennaio 2015 al 31 dicembre 2015 per gli interventi sulle singole abitazioni, oppure dal primo luglio 2015 al 30 giugno 2016 per gli interventi condominiali. A partire dal primo gennaio 2016 (per i condomini dal primo luglio 2016) l’agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale prevista per le spese di ristrutturazioni edilizie.

Attenzione, però: l’agevolazione è valida nel limite dell’imposta pagata: se l’importo della detrazione è superiore all’Irpef dovuta in quell’anno il contribuente non avrà rimborso per la quota in eccesso.

Solo su edifici esistenti e già accatastati: non è prevista detrazione per gli immobili in corso di costruzione. In caso di ristrutturazione con frazionamento in più appartamenti, l’agevolazione è concessa solo se rimarrà un impianto centralizzato al servizio di tutte le unità immobiliari. In caso di ristrutturazione con ampliamento, la detrazione spetta solo per la parte riferita all’edificio già esistente.

Il proprietario dell’edificio, inclusi i familiari conviventi. Ma anche condomini, inquilini o coloro che usufruiscono dell’immobile in comodato o in leasing.

Per quanto riguarda la riqualificazione energetica del patrimonio esistente (detrazione massima, centomila euro), può essere realizzato qualsiasi intervento che permetta di far scendere la prestazione energetica al di sotto del limite massimo previsto per legge (può calcolarlo solo un professionista). Gli interventi sugli involucri (pavimenti, pareti, soffitti, infissi) e quelli per l’installazione di pannelli solari (attenzione, solo quelli per la produzione di acqua calda, non quelli fotovoltaici che producono energia elettrica, che rientrano nelle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie) possono detrarre fino a 60mila euro. La sostituzione di un vecchio impianto di riscaldamento con uno nuovo (non vale in caso di installazione da zero) può detrarre fino a 30mila euro.

Gli interventi eseguiti devono essere asseverati da un tecnico e accompagnati dalla certificazione energetica. La documentazione va fatta pervenire per via telematica all’Enea.

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